

Fatti e misfatti di aprile 2013
Buonanotte al secchio?
“Il popolo “5 stelle” ha indicato a maggioranza – “on line” – che il candidato del Movimento alla Presidenza della Repubblica sia la brava conduttrice di “Report”, Milena Gabanelli”.
La brava Milena Gabanelli, pur lusingata dalla scelta, non ha dato però l’impressione di voler accettare il faticoso tentativo di scalata del Quirinale. E se alla fine – è stato chiesto a Beppe l’urlatore – lei dovesse rinunciare? Al secondo posto – è stata la risposta – è arrivato il medico missionario Gino Strada. Ma lui – la replica – ha già rinunciato. E Beppe l’urlatore: ci sarebbe, come terzo, Stefano Rodotà. Solo che Stefano Rodotà, oltre che essere un eminente giurista, è stato anche un politico di molte legislature nel Parlamento italiano e di una nel Parlamento europeo. Un politico, dunque, non da poco e con il gravissimo difetto – come sempre affermato da Beppe l’urlatore – di essere proprio un politico non da poco. Ma, se questo è stato il responso del popolo “5 stelle” – è stato allora il parere del “guru” Gianroberto Casaleggio – questo sia. Con tanti saluti, cioè, anche a quest’altro principio del Movimento che avrebbe dovuto essere, invece, inossidabile. Così come inossidabile non è stato il principio di tagliarsi sul serio i compensi parlamentari (nessuno se li è tagliati sul serio), il principio di rendere pubbliche le fatture di tutte le spese (la capogruppo alla Camera non potrà farlo perché le hanno rubato il portafoglio in cui le custodiva) e il principio di viaggiare sempre in seconda classe e mai sull’ “alta velocità” (il capogruppo al Senato è stato fotografato a dormire beatamente, da Roma a Milano, in un posto di prima classe sul “Freccia rossa” ad alta velocità). E, allora, con tanti saluti – oltre che a Beppe l’urlatore al vento – anche al Gianroberto il “guru”. “Guru” è una parola che trae origine dalle radici “gu” (oscurità) e “ru” (svanire) significando, appunto, colui che disperde il buio. Ma quale buio sta disperdendo il riccioluto “superman” Casaleggio? Parrebbe nessuno. Parrebbe anzi che, se prima nel Movimento era già sera, stia diventando ormai sempre più notte. Con la sincera speranza democratica che non sia, alla fine, buonanotte al secchio.
Fabrizio, ma come parli?
“Catoblepismo, “élite estrattiva”, disintermediazione, telaio sociale, mobilitazione cognitiva, “addendum” – solo per citarne alcuni – sono i termini con i quali, appena iscrittosi l’altro giorno al Pd, il serissimo economista e Ministro uscente per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ha utilizzato per gettare le basi di un rinnovamento politico e strutturale del più grande partito della sinistra italiana”.
Sembra, però, che nelle sezioni Pd quei termini non li abbia capiti proprio nessuno. Qualcuno, specialmente a Roma, avrebbe chiesto: “Ma è robba che se magna?” Qualcun altro, più delicatamente, avrebbe invece invocato: “Ridateci le bambole da pettinare, i tacchini sul tetto e i giaguari da smacchiare del simpatico figlio del benzinaio di Bettole”.
P.S. – Catoblepismo è un neologismo coniato nel 1962 dall’economista e banchiere Raffaele Mattioli per riferirsi ai rapporti patologici creatisi in Italia, prima della crisi economica del 1930, tra il mondo dell’industria e il sistema creditizio e ripreso oggi da Fabrizio Barca per esemplificare l’anomalia nei rapporti partiti politici-Stato con totale esclusione dei cittadini. Per creare il neologismo catoblepismo l’economista e banchiere Raffaele Mattioli si rifece al mitico catoblepa, un animale fantastico descritto da Plinio il vecchio nel suo “Naturalis historia” e da Claudio Eliano nel suo “Sulla natura degli animali”. Per gli altri termini usati da Fabrizio Barca, perdono, non si è qui in grado di dare una corretta interpretazione. L’augurio è che voglia darla, al più presto, lui in persona.
Protagonismi
“Noi – ha fatto sapere Luca Cordero di Montezemolo – vogliamo essere protagonisti”.
In politica con la montiana e casiniana “Scelta civica”? No: con la rossa “Ferrari” in “Formula 1”.
Ladrone 2013
“Uno sconosciuto – come hanno ripreso le telecamere di sorveglianza – è entrato, a Pisa, nella basilica di San Piero a Grado, ha rubato gli oggetti sacri in argento, ma, prima di andare via, si è fatto il Segno della croce”.
La sua speranza, forse, è stata quella di essere perdonato come il ladrone morto sulla croce, 2013 anni fa, al fianco del Nazareno.
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