

Fatti e misfatti di giugno 2013
Cacciata, ma fortunata
“La senatrice Adele Gambaro – ha deciso la “Rete grillina” – va immediatamenete espulsa dal “Movimento” per avere osato criticare l’indomito “duce stellare” Beppe Grillo, “mente gagliarda, volontà d’acciaro – come ritmava una poesia degli Anni Trenta – unica e sola che l’Italia vanti, spirito d’eroe, luminoso faro, speranza eccelsa che va sempre avanti…”
La senatrice Adele Gambaro, comunque, deve ritenersi fortunata: si sono limitati a cacciarla senza averla prima bastonata e averle fatto bere un fiasco d’olio di ricino.
Umberto e i suoi figli
“Qualcuno della “Lega nord” ha definito Maroni un figlio parricida, ma io e lui – ha tenuto a puntualizzare l’ex segretario Umberto Bossi – non siamo affatto padre e figlio”.
E meno male. Perché l’Umberto ha già due figli maggiorenni i quali, seppure non parricidi, sono, però, Renzo il trota e Riccardo il merluzzo. Quanto, insomma, basta e avanza.
L’ennesimo “cavolavoro” del Governo Monti
“Quatrrocentomila cittadini rimasti senza lavoro e i quali non hanno né un’indennità di disoccupazione né una pensione – ha denunciato la “Consulta dei Caf” – non hanno potuto presentare, in mancanza di un sostituto d’imposta, quel “730” che avrebbe consentito loro di riavere eventuali rimborsi fiscali in agosto, ma hanno dovuto presentare quel “740” che prevede questi rimborsi fra circa due anni”.
Come dire, insomma, continua a piovere sul bagnato. Ma, anche, continua a piovere sterco su quanto fatto e non fatto dal pur supponente Governo Monti. Perché, infatti, è stato proprio il Governo Monti a non recepire una concreta soluzione che avrebbe evitato l’ulteriore bastonata a quanti già in grave difficoltà. Bravi tecnici superlaureati e “supermasterizzati”, dunque: 110 e lode anche per questa magnifica “crap” (tradotto in italiano volgare con il termine cavolata o con il neologismo “cavolavoro”). Non, naturalmente, con il classico bacio accademico, ma con un meritato proletario calcio nel di dietro.
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