Cagna o vedova nera, con Emma Dante la mafia stupisce ancora

Cani di bancata: fino al 5 ottobre al Palladium
di Claudia Tifi - 24 Settembre 2008

E’ un linguaggio che trasuda tradizione e masticando un siciliano orecchiabile trascende l’oralità e il potere dell’immagine per consegnare agli occhi e alla mente dello spettatore il senso osceno e profano di un fenomeno italiano: la mafia.

Dal 23 settembre al 5 ottobre 2008 il teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano 8, ospita Cani di Bancata di Emma Dante, uno spettacolo prodotto dal Centro di Ricerca per il Teatro in cui non mancano trovate originali, disgustose o ferocemente passionali, per strabiliare il pubblico.

Manuela Lo Sicco interpreta Mammasantissima, è l’unica donna in un mondo tutto al maschile, dove la femminilità non rappresenta l’amore o la compagna, ma la madre: il potere, la gerarchia, la regola intoccabile, l’istinto incanalato.La Mammasantissima è la cagna che alleva i piccoli mafiosi; è la loro sposa, chi la tradisce paga con la morte; è la vedova che ancora imprime un sognoincrollabile nella mente dei suoi discendenti: Sicilia caput mundi…

Ma la mafia è anche una coalizione indelebile, perchè incisa con il sangue, la fede e l’onore in ognuno dei suoi adepi. Prima il pane, poi il pizzo e le pistole, oggi i posti di potere nelle imprese e nelle istituzioni: tra rutti e giochi di potere l’escalation della mafia è descritta con tragica realtà.
Sedie di legno sempre più alte e una tavola imbandita a festa: sono solo questi gli oggetti di scena, semplici, essenziali, ma molto significativi, basta giocarci un po’ e si sente che in mezzo ci scorre la storia della mafia e di tante vite spezzate. La cravatta, il cappello, la giacca colorata: più che siciliani doc questi dieci attori sembrano bambini che giocano ai cowboy, anche se gli spettatori intuiscono che le pistole, i meccanismi infernali e le movenze ben calcate e spavalde, non mostrano solo il folclore, ma una verità che dalla Sicilia si è espansa a macchia d’olio.

A tutti può capitare di trovarsi strangolati da un ricatto, di stare con la paura di perdere il lavoro o la vita e perciò costretti a non vedere, a mentire, a collaborare.
Come una vedova nera la mafia tesse una tela di favoritismi e di denaro in cui cadere è molto più facile di quanto sembra.


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