Categorie: Sociale e Handicap
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Campidoglio. Cohousing per la riconquista dell’autonomia

Hanno inizio i progetti per supportare neomaggiorenni, mamme e bambini in uscita dalle strutture di accoglienza di Roma Capitale

La formula abitativa del cohousing permette a ciascuno di dare il proprio contributo e nel contempo di sviluppare un senso di appartenenza grazie alla dimensione familiare dei gruppi.

Obiettivo è supportare i ragazzi che, dopo l’accoglienza nelle comunità residenziali, al raggiungimento dei 18 anni si trovano ad affrontare un passaggio obbligato verso un’autonomia che rischia di rappresentare un momento di crisi: la difficoltà è dovuta al reperire un alloggio in mancanza di un reddito stabile o di offrire garanzie di solvibilità solitamente fornite dalla famiglia.

I ragazzi usufruiscono di un periodo ponte di tre anni, in cui oltre ad avere un’autonomia abitativa e a crescere nella condivisione di compiti e responsabilità, vengono affiancati da operatori specializzati: questi li coadiuveranno nella gestione della vita quotidiana, nell’avviamento al lavoro, nella costituzione di un gruppo di pari, nell’individuazione di figure di riferimento anche attraverso la peer education.

Rientrano nel progetto una serie di attività per il perfezionamento delle competenze lavorative: corsi di formazione professionale, sostegno ai percorsi di studio già avviati, accompagnamento per lo svincolo graduale dal circuito assistenziale per l’inserimento in autonomia alloggiativa.

Non solo: in un immobile confiscato alla criminalità organizzata il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale sta attivando il primo cohousing di secondo livello per le mamme con bambini che provengono dal circuito di accoglienza in emergenza di Roma Capitale.

Obiettivo del progetto sperimentale è di accompagnare le donne e i loro figli in tutto l’itinerario verso la riconquista dell’autonomia, attraverso la certezza di un alloggio ma anche e soprattutto con un percorso di formazione e integrazione, che comprende l’orientamento al lavoro e i voucher.

L’immobile prevede la possibilità di ospitare fino a 3 mamme con i relativi bambini, usufruendo di una camera privata e di parti comuni che favoriscano anche la creazione di legami e l’instaurazione di un rapporto di aiuto reciproco sia tra le donne stesse che con il supporto degli educatori e degli operatori.

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