

La Regione Lazio firma protocollo d'intesa per contrastare corruzione e malaffare
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, prova a gettare acqua sul fuoco dopo gli scandali che hanno incendiato l’immagine di Roma Capitale. Marino nomina Responsabile per la prevenzione della corruzione e della Trasparenza del Campidoglio la dottoressa Serafina Buarnè, alla quale aveva già affidato la guida della Direzione capitolina Integrità, Trasparenza e Semplificazione dell’Azione amministrativa.

Nata a Palermo nel 1954, Buarnè vanta un’esperienza trentennale come Segretario Generale, incarico che ha ricoperto in numerosi comuni, tra cui Enna, Ragusa, Partinico, Porto Empedocle. E’ stata inoltre Segretario Generale, anche con funzioni di Direttore Generale, presso il Comune di Villabate, nominata dalla Commissione straordinaria durante il periodo della gestione commissariale per scioglimento per infiltrazioni mafiose. Mentre nel 1993 ha fatto parte della Commissione chiamata a gestire il Comune di Termini Imerese a seguito dello scioglimento per mafia.
Nel corso della sua lunga carriera nella Pubblica Amministrazione ha rivestito diversi ruoli di responsabilità nel campo della trasparenza e della programmazione di gare, appalti e contratti pubblici.
La Regione Lazio non vuole essere da meno e nel pomeriggio di ieri 12 febbraio sottoscrive insieme al presidente dell’Autorità nazionale contro la corruzione, Raffaele Cantone, un protocollo d’intesa di contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione. Lo scopo è dotare la Regione di strumenti utili a combattere corruzione e fenomeni criminali.
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