

La quiete dopo la tempesta. Potrebbe essere questa la frase, che riassume l’attuale momento e quello appena trascorso sulla campagna di vaccinazione antinfluenzale 2014-2015. Il caos delle morti sospette ha accompagnato i giorni trascorsi tra dubbi e domande, tra risposte non date e paure tangibili. Cerchiamo di fare il punto della situazione ricostruendo la faccenda.
I primi giorni di novembre, quasi al principio della campagna antinfluenzale, iniziano a divulgarsi notizie riguardanti alcune morti sospette post vaccino antinfluenzale. Questa situazione persevera tra i timori degli anziani e le rinunce per quest’anno a vaccinarsi. Le morti al termine della campagna antinfluenzale saranno di un numero indefinito, chi riporta undici e chi afferma siano quattordici. Tutte persone sopra gli 80 anni e tutte con cause differenti: infarto, encefalite, crisi cardiorespiratoria, ischemia con associato problema vascolare, insomma disturbi che possono presentarsi a quell’età. Il concetto, che in pochi hanno diffuso, è quello relativo al fatto che se fosse stato effettivamente il vaccino incriminato (Flaud lotto n.143301) i decessi avrebbero avuto cause molto simili, per non dire identiche.
Altro punto molto ambiguo è stato il lasso di tempo trascorso tra l’iniezione ed i decessi. Alcune morti sono avvenute dopo le 48 ore di prassi, considerate il periodo a rischio. Inoltre non v’è stata trovata alcuna correlazione medica tra il vaccino e le morti sospette. Va comunque precisato, che l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco), per mero scrupolo precauzionale, ha ritirato il Flaud.
Ulteriore capitolo scricchiolante di questa tesi “vaccino killer” è che questo abbia avuto effetti mortali solo in Italia, nonostante sia stato distribuito anche in Austria, Germania e Spagna. Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, durante la difficoltosa campagna antinfluenzale aveva tranquillizzato i cittadini asserendo: “non c’è ragione per avere panico, l’esame tossicologico ci fa tirare un sospiro di sollievo, non bisogna dimenticare che la vaccinazione rimane tuttora l’arma migliore per una seria prevenzione.”
A coincidere con questa torbida faccenda, il caso di cronaca di Ragusa del piccolo Loris Andrea Stival, che ha spostato l’attenzione dei media e spento definitivamente i riflettori sull’argomento, lasciando più di qualche interrogativo. La paura è che quest’anno l’influenza possa mietere più vittime del solito, grazie a questa divulgazione non proprio impeccabile di notizie o presunte tali. Probabilmente ha vinto il populismo, purtroppo sempre ai danni dei comuni cittadini.
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