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Casa del Cinema: un giorno per Ermanno Olmi

Il 23 maggio 2018 con proiezioni a partire dalle 17:15

Casa del Cinema: ricordo di Ermanno Olmi
La Casa del Cinema

La Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia e la Casa del Cinema di Roma, mercoledì 23 maggio 2018, ricordano il grande Maestro Ermanno Olmi, scomparso il 5 maggio scorso.

L’appuntamento è per le ore 17.15 alla Casa del Cinema (Largo Marcello Mastroianni 1) a Villa Borghese, con il seguente programma:
ore 17.15 IL MESTIERE DELLE ARMI (2001, 104’)
ore 19.00 RITRATTI D’AUTORE: GIACOMO CAMPIOTTI – ERMANNO OLMI (1996, 16’)
a seguire APPUNTI DAL SET: TORNERANNO I PRATI di Fabrizio Cattani (2014, 53’)
e UN FOGLIO BIANCO di Maurizio Zaccaro (2011, 91’)

Ermanno Olmi (Bergamo, 24 luglio 1931 – Asiago, 5 maggio 2018), è stato il regista che meglio ha saputo interpretare i sentimenti della platea italiana, ed è da annoverare tra i massimi registi italiani della settima arte.

Forse lo spettatore medio lo ricorda con particolare ammirazione per il capolavoro “L’albero degli zoccoli”, ma è certamente utile una rivisitazione dei suoi tanti altri lavori perché ognuno di essi ha arricchito il patrimonio del nostro cinema, sempre più avido di contenuti a contatto con la realtà che ci circonda.

Documentarista, sceneggiatore e regista esordisce sul grande schermo con il lungometraggio “Il tempo si è fermato” (1959), e a seguire negli anni: Il posto, I fidanzati, E venne un uomo, Lunga vita alla signora, L’albero degli zoccoli, Cammina cammina, La leggenda del santo bevitore, La valle di pietra, Il segreto del bosco vecchio, Il mestiere delle armi, Cantando dietro i paraventi, Tickets, Centochiodi, Torneranno i prati, Vedete sono uno di voi ecc.

Il cinema di Olmi è sempre stato contrassegnato da un’etica dello sguardo, attento e rispettoso di quello “splendore del vero”, come giustamente diceva Godard dei film di Rossellini. Nelle sue opere – sempre più vicine a delle icone, immagini sacre – il tempo pareva davvero fermarsi per farci vivere in una sorta di sospensione magica dove il paesaggio aveva umilmente lo stesso ruolo degli esseri umani. La natura, dunque. E forse anche lo Spirito. Non è un caso che una delle immagini più belle sia quella del larice che brucia nella neve, colpito da una bomba, nel suo ultimo film “Torneranno i prati”.

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

 

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