Casale della Cervelletta: Strappare la tela di Penelope

Il 21 febbraio 2020 alle ore 17 incontro presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna 37
Elio R. - 19 Febbraio 2020

Ricordiamo, innanzitutto, l’appuntamento del 21 febbraio 2020 alle ore 17 presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna 37: Cervelletta: la bella imprigionata.

Nel periodo natalizio è stata realizzata una recinzione metallica posizionata tra i 30 e i 50 metri dalle mura perimetrali, che ha isolato il Casale della Cervelletta. Pur essendo da tempo conosciuto come parte attiva e impegnata nella salvaguardia del complesso monumentale, nessuna comunicazione è arrivata al Coordinamento “Uniti per la Cervelletta” dal competente Municipio IV, né tantomeno dal Comune di Roma (dipartimento Ambiente) che ha commissionato a una ditta di Latina “l’ingabbiamento” totale della struttura e di gran parte della circostante area verde.

Di più: della recinzione non è stata neppure informata RomaNatura, l’Ente regionale che gestisce la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene (di cui è parte l’area della Cervelletta).
Il fine della recinzione, per quanto riferito a livello municipale, è “l’interdizione dell’area circostante per i famosi dieci metri di distanza per tutto il perimetro” cosa che infatti era prevista nel sopralluogo al casale “esaminato a vista e sommariamente” nel già lontano 16 novembre del 2017. Ma c’è poi qualcosa che ha dell’incredibile: la recinzione sarebbe stata realizzata senza il benché minimo riferimento al citato sopralluogo del 2017. Sul Casale della Cervelletta sarebbe dovuta intervenire “Roma Capitale“ nella sua interezza convocando “… attorno a un Tavolo tutti i soggetti affinché venga chiarito che tutti, pro quota, hanno un po’ dello sforzo necessario a dare risposta concreta ai cittadini”
Con queste parole si era correttamente espresso , ispirato ad una sana razionalità organizzativa, il Vicedirettore Generale Area Tematica Servizi al Territorio, Ing. Roberto Botta in una commissione convocata alla Cervelletta (22 maggio c.a.); appunto! Esattamente il contrario: qui la mano destra sembra di un corpo diverso da quello della mano sinistra.

Grazie alla azione del Coordinamento Uniti per la Cervelletta e alla attenzione della VI commissione e della sua Presidente arch. Guadagno, nel marzo 2019 erano stati recuperati fondi vincolati dal 2014 e relativi a un progetto (definitivo) di messa in sicurezza. La Presidente della Commissione Cultura assunse l’impegno di inserire quei fondi in assestamento di bilancio (luglio 2019) per renderli, finalmente, utilizzabili: impegno onorato. Si era fiduciosi tanto da promuovere alla ripresa autunnale un incontro perché la torre e il casale alla fine si potevano finalmente salvare dal progressivo degrado e da possibili crolli. I rappresentanti del Comune, del IV Municipio, il Presidente di RomaNatura, docenti di architettura Roma 3, parteciparono ad una vera festa con dolci, torte e champagne: a ripensarci, alla luce delle recenti notizie, viene su l’acido.
Infatti e sempre nel periodo natalizio quello stanziamento (213.000 euro) e tutti gli impegni assunti erano svaniti: chi ne aveva la responsabilità e il dovere (Dipartimento Ambiente di Roma Capitale) non aveva impegnato la somma. La messa in sicurezza della Torre, una operazione che i Vigili del fuoco fanno in 48 ore, dopo cinque mesi dal resuscitato stanziamento, ritornava ad essere un sogno; il pericolo di un crollo della torre, previsto entro due anni da autorevoli docenti nel 2018, con questi cosiddetti “amministratori” si trasformava in una quasi certezza.

Torre e casale senza possibilità di intervento per la messa in sicurezza; una recinzione illogica, sovradimensionata e inutile che limita il godimento del parco, impedisce la programmazione estiva del “Cinema America”, induce nell’immaginario collettivo l’idea di una struttura a perdere.

Un senso di rivolta ha percorso i cittadini di Colli Aniene, di Tor Cervara, la Rustica, Tor Sapienza: l’orientamento diffuso era che “una amministrazione incapace, che non svolge i propri compiti e abbandona i territori è una amministrazione da dichiarare illegale; merita, nei suoi responsabili politici e amministrativi, una denuncia”; ma altre e più radicali idee hanno percorso i comitati e la cittadinanza.
Si è scelto di non partecipare alle già convocate Commissioni Capitoline (Cultura e ambiente) contestando così il ruolo delle istituzioni e contemporaneamente ipotizzando altre iniziative. Nel mentre sono arrivati alcuni segnali: positivi ma ancora molto deboli e che andranno verificati.
Non dismettiamo la nostra battaglia perché quella interdizione e la recinzione siano assolutamente ripensate; perché i vincoli storici, culturali e ambientali trovino nel restauro il giusto riscontro.
“Uniti per la Cervelletta”, i cittadini della Tiburtina e di Tor Sapienza continueranno a rappresentare come la storia, la cultura e la ricchezza dei territori viene sperperata. Con la consapevolezza che i politici passano, i cittadini rimangono (e hanno buona memoria).

 

Elio R.


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