

Respinta la sospensiva chiesta dai proprietari di Settecamini: per i giudici il rischio di svalutazione degli immobili non è "irreparabile"
Il primo ostacolo è stato superato, ma il percorso resta in salita. Il piano casa del sindaco Roberto Gualtieri ottiene un iniziale semaforo verde dal Tar del Lazio, che con un’ordinanza del 25 marzo ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da una quarantina di residenti di Settecamini.
Al centro della contesa, l’acquisto da parte del Campidoglio di oltre mille alloggi ex Enasarco da destinare all’edilizia residenziale pubblica.
Una decisione che consente, almeno per ora, di proseguire con l’operazione, ma che non spegne il fronte del contenzioso, pronto a riaccendersi nel giudizio di merito.
A spingere i residenti al ricorso è soprattutto il timore di ritrovarsi in edifici “misti”, dove appartamenti acquistati sul libero mercato convivono con alloggi destinati all’edilizia popolare. Una prospettiva che, secondo i proprietari di via Monte Manno, rischia di creare squilibri difficili da gestire.
Le preoccupazioni sono doppie: da un lato il possibile calo del valore degli immobili, dall’altro le ricadute sulla gestione condominiale. Con spese mensili già elevate, il timore è che una parte degli inquilini possa non riuscire a sostenere i costi, generando morosità e tensioni tra residenti.
Nel ricorso emergono anche interrogativi sulla gestione delle vendite da parte della Fondazione Enasarco. Secondo i ricorrenti, gli immobili sarebbero stati inizialmente proposti ai privati a prezzi più alti, per poi essere ceduti in blocco al Comune a cifre inferiori dopo interventi di ristrutturazione.
Un passaggio che, a loro avviso, meriterebbe approfondimenti e che solleva il tema di un possibile impatto sulle casse pubbliche.
Il tribunale amministrativo ha però ritenuto che le ragioni presentate non giustifichino uno stop immediato dell’operazione.
Il danno prospettato, secondo i giudici, è di natura economica e quindi eventualmente risarcibile: un elemento che non configura quel requisito di urgenza necessario per sospendere la delibera.
In altre parole, anche in presenza di possibili perdite di valore degli immobili, non sussiste un rischio tale da bloccare un piano pubblico che punta ad ampliare l’offerta abitativa per le fasce più fragili.
Il Campidoglio può quindi andare avanti, avviando i primi atti concreti dell’operazione. Ma si tratta di una vittoria solo parziale. Lo stesso Tar ha riconosciuto la complessità della questione, rinviando ogni valutazione definitiva al giudizio di merito.
Sul tavolo resta così un tema destinato a far discutere: quello della convivenza tra edilizia privata e pubblica all’interno degli stessi edifici. Un equilibrio delicato che coinvolge non solo Settecamini, ma anche altri quartieri romani, e che potrebbe ridefinire il volto urbanistico e sociale della città nei prossimi anni.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.