Castel di Leva, i cittadini insorgono contro la nuova antenna 5G:“troppo vicina a case e asili nido”

Un elemento che ha spinto il M5S a presentare una mozione in Campidoglio per chiedere lo stop all’antenna

A Castel di Leva, Roma sud, le mattine di novembre erano filate via tranquille, tra il via vai delle famiglie e il profumo dei camini che iniziavano a svegliarsi. Poi, all’improvviso, le ruspe. Una recinzione, qualche operatore, gli scavi. E la notizia che ha scosso l’intero quartiere: sta arrivando un’antenna 5G.

Da quel momento, la quiete della zona ha lasciato spazio alla preoccupazione. I residenti hanno iniziato a parlarne tra un cancello e l’altro, raccogliendo informazioni, cercando spiegazioni.

Fino a quando un gruppo di abitanti non ha deciso di passare all’azione: una diffida formale, spedita il 10 novembre, firmata dallo studio legale incaricato dal quartiere. Troppi dubbi, troppa poca trasparenza, dicono.

Anche Castel di Leva dice no all’antenna 5G. Nel quartiere a sud di Roma cresce la protesta dopo che, a ottobre, Roma Capitale ha autorizzato l’installazione di un nuovo impianto in via di Castel di Leva.

“La stanno montando troppo vicino alle case”

Il cantiere è partito nei pressi dei civici 26 e 27 di via del Casale Radicelli. Un punto che i residenti definiscono “delicato”, perché affaccia praticamente sulle loro abitazioni.

“È eccessivamente vicinosi legge nella diffidae ci preoccupa per la tutela della salute nostra e dei nostri figli”. Una preoccupazione acuita dal fatto che, a poche decine di metri, ci sono due asili: “Madre del Divino Amore” e “Il Piccolo Principe”.

Un dettaglio che ha pesato come un macigno nella percezione del quartiere e che ha spinto i cittadini a chiedere l’immediata sospensione dell’opera.

immagine di repertorio

“Nessuno ci ha avvisati”: il giallo della mancata pubblicità

La vicenda, però, non riguarda solo la distanza dalle abitazioni. Per il quartiere, il problema è anche un altro: il Comune non avrebbe pubblicizzato la procedura come previsto dalla normativa.

Tradotto: i cittadini non avrebbero avuto modo di sapere che l’antenna stava arrivando.

Una mancanza grave, sottolineano i cittadini, perché l’articolo 44 del decreto legislativo 259/2003 impone agli enti locali di garantire la massima trasparenza su questo tipo di installazioni. Nulla di tutto questo sarebbe avvenuto, secondo i residenti.

Inoltre, spiegano, la zona scelta non rientrerebbe nemmeno tra i “siti preferenziali” stabiliti dal Regolamento capitolino.

Da qui l’accusa: “L’autorizzazione è illegittima”. E la promessa che, se sarà necessario, si andrà avanti fino al Tar.

La politica si muove: “Castel di Leva non può essere lasciata sola”

La protesta non è passata inosservata. Il M5S e la Civica Raggi del IX municipio hanno preso in mano il dossier. Virginia Raggi e la consigliera Carla Canale hanno presentato una mozione urgente chiedendo al Comune di intervenire in autotutela.

Ma la maggioranza capitolina ha scelto di non portarla in discussione, scatenando la rabbia delle due esponenti d’opposizione.

“È la terza volta che succede attaccanodopo San Saba e Colle dei Pini. Ogni volta una comunità diversa, ma lo stesso problema: l’assenza del Piano territoriale delle antenne. E così i cittadini restano soli a difendersi”.

Le due ricordano anche i precedenti del Tar: “Il Tribunale lo ha ripetuto chiaramente: non si possono mettere a rischio i cittadini per negligenze amministrative. Qui, poi, parliamo di un impianto a ridosso di due asili. È una scelta che dovrebbe far riflettere tutti”.


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