Cavaliere io sarò…

Meritato successo per la rappresentazione dei ragazzi del Reparto Antares del Gruppo Scout Roma 91 nel parrocchiale della chiesa di San Bernardo di Chiaravalle
Olga Di Cagno - 21 Maggio 2019

Grande e meritato successo per la rappresentazione realizzata dai ragazzi del Reparto Antares del Gruppo Scout Roma 91 che domenica 19 maggio, all’interno delle sale del teatro parrocchiale della chiesa di San Bernardo di Chiaravalle hanno portato in scena la storia di Re Artù rivista e rivisitata da loro stessi.

Il pubblico, accolto da compitissimi valletti in uniforme scout, appena entrato ha subito capito che non sarebbe stata una normale rappresentazione teatrale; lì, in quella sala era possibile ammirare il duro lavoro realizzato dai ragazzi per arrivare alla messa in scena; si era immediatamente immersi in una tipica festa medievale: drappi con le raffigurazioni degli animali che rappresentano il totem delle squadriglie (sono  i piccoli gruppi grazie ai quali gli scout impararono e vivono lo scoutismo): Aquile, Lupi, Falchi, Volpi, Bulldog; costruzioni realizzate solo con pali (le filagne) e i cordini fungevano da base per gli stand enogastronomici (ottimi i piatti realizzati dai genitori dei ragazzi), come tutta la scenografia, realizzata sempre e solo dai protagonisti della serata.

La scena si presentava con due quadri da un parte Camelot e dall’altra un corridoio di una scuola romana, e al centro una spada conficcata in una roccia… la storia è nota, ma l’interpretazione che gli scout hanno saputo offrire andava ben oltre la semplice storia.

Cavaliere io sarò è stato realizzato in cinque mesi con il duro lavoro di alcuni ragazzi (tra gli 11 ed i 15 anni) che hanno creduto fortemente in un sogno, si sono impegnati, hanno saputo mettersi in gioco, hanno provato, alcune volte fallito, ma non si sono arresi.

Ci sono riusciti, insieme, a realizzare non un semplice spettacolo ma la rappresentazione del loro essere ragazzi, moderni, pienamente inseriti in questa società, ma con un qualcosa di diverso: con la consapevolezza che per essere cavalieri (e gli scout sono moderni cavalieri) è necessario sconfiggere il proprio personale drago: paura di non potercela fare, terrore di essere giudicati o addirittura esclusi, ricerca delle proprie capacità e realizzazione delle proprie aspirazioni anche grazie all’aiuto degli amici e dei loro capi reparto come si dice in gergo scout (che emozionati forse più dei ragazzi, con l’amore e l’orgoglio che i capi scout conoscono bene, hanno lasciato  loro tutte le luci della ribalta).

Aquile, Lupi, Falchi, Volpi, Bulldog eccoli i nomi dei moderni Artù che come novelli cavalieri hanno sconfitto il drago riuscendo nell’eroica impresa.

Vederli su quel palco, belli, solari, forse un po’ intimiditi ed emozionati almeno all’inizio, ma pronti a mettersi in gioco e a condividere con il pubblico il loro lavoro è stata la parte migliore dello spettacolo (e comunque sono stati tutti bravissimi).

Una bella serata vissuta pienamente all’interno della comunità della Parrocchia di San Bernardo di Chiaravalle che con costanza e forza è impegnata da tempo nella complessa ed importante opera di accoglienza, evangelizzazione e valorizzazione del territorio, promuovendo ed ospitando numerose realtà di quartiere, proponendo sempre nuove tematiche di riflessione e collaborando con le diverse realtà dentro e fuori la parrocchia per poter offrire al territorio sempre nuove possibilità di crescita valoriale e culturale.

 


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