

I Fatti e i Misfatti di giugno 2010 (II) di Mario Relandini
C’è del marcio nell’Oms – Precedenza alla violenza al supermarket
"Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità che indussero i Governi ad acquistare dosi massicce di vaccini antivirali contro quell’influenza A che si è dimostrata, poi, poco più un raffreddore senza alcun pericolo – ha pubblicato il "British medical journal" – erano, e alcuni lo sono tuttora, consulenti delle aziende produttrici di quegli stessi vaccini".
Quando già nel gennaio scorso erano stati affacciati – su questa rubrica – seri dubbi sulla "stranezza" del procurato grave allarme partito dall’Organizzazione mondiale della sanità, molti avevano storto il naso e l’accusa era stata di irresponsabile superficialità. Bene. Questi molti, ora, sono serviti. Perché il "British medical journal" – si sa – non è il "Corriere dei piccoli" o una delle tante rubriche di chissà chi. Perché – è emerso – anche il Consiglio d’ Europa sta mettendo a punto un documento nel quale verranno portate, a fine mese, "prove schiaccianti sul fatto che la pericolosità dell’influenza A sia stata enormemente gonfiata". E perché questa enorme gonfiatura – secondo calcoli già ufficializzati – ha fruttato, alle aziende produttrici del vaccino, un introito di circa sette miliardi di dollari. Dei quali – sarebbe interessante conoscere – quanti "girati" nelle tasche di quella banda di esperti, venduti e cinici senza scrupoli, all’interno dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Precedenza alla violenza al supermarket
"Due donne – ha riportato "Il giornale della Toscana" – si sono violentemente picchiate perché ognuna avrebbe voluto avere, in un supermercato di Prato, la precedenza con il proprio carrello".
Dalle ormai vecchie e ricorrenti liti per la precedenza in auto sulle strade cittadine, dunque, alle nuove incredibili liti per la precedenza con il carrello nei corridoi del supermercato. Ma a quando, allora, le sanguinose liti per la precedenza della carrozzina con bebè nei marciapiedi cittadini?
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.