Cento Pittori Via Margutta: tutto pronto per la novantaduesima edizione della tradizionale manifestazione

Dal 31 ottobre al 4 novembre torna la pacifica invasione dei cavalletti dei celebri pennelli. In esposizione più di 100 artisti, autori di oltre 3.000 opere, da ogni parte del mondo
di P. P. - 27 Ottobre 2012

Appuntamento numero 92 per la celebre mostra organizzata dall’Associazione Cento Pittori Via Margutta. Dal 31 ottobre al 4 novembre prossimo (orario 10.00 – 21.00, ingresso libero) saranno oltre un centinaio gli artisti che torneranno a onorare la tradizione aprendo gli storici cavalletti per dar vita alla consueta, pacifica invasione della strada nella quale ha esposto, in passato, anche Novella Parigini, il simbolo più leggendario, oltre che l’emblema della Dolce Vita.

Grazie alla rassegna – patrocinata da Roma Capitale, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio – la via, conosciuta per essere la culla di pittori e poeti, si trasformerà, ancora una volta, in un’immensa e colorata pinacoteca en plen air, mentre i suoi vicoli saranno la cornice per 3.000 opere circa tra dipinti a olio, disegni, sculture e acquerelli realizzati da un centinaio di artisti rigorosamente selezionati e caratterizzati da estrazione, formazione, tematiche e linguaggi espressivi diversi.

Una accanto all’altra tecniche già viste ma anche sperimentazioni e soluzioni nuove. Non solo figurazione, astrattismo, ritrattistica, paesaggismo, simbolismo e surrealismo, ma pure il cosiddetto “effettismo“, una corrente innovativa basata sulla ricerca di mezzi e colori che, utilizzati insieme, riescono a produrre effetti capaci di “impressionare” l’osservatore. Quanti si ritroveranno a passeggiare fra tele, acquerelli e sculture in mostra, potranno ammirare i lavori di tanti talenti che lasciano alla collettività il proprio, personale messaggio e che cercano di far riflettere sul valore intrinseco dell’opera d’arte, miniera inesauribile di scoperte e sorprese, e sull’arte stessa, maestra capace di parlare un linguaggio universale, di unire in un discorso comune popoli e civiltà lontane o diverse, abbattendo barriere e confini, avvicinando gli animi, sconfiggendo l’imbarbarimento che troppo spesso ci circonda.

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Ma per l’attento visitatore non sarà nemmeno difficile riscoprire il fascino di una manifestazione unica e irrinunciabile, che ha trovato una sede naturale proprio in questa strada silenziosamente adagiata alle pendici del Pincio e che ha saputo lottare per far sì che, in quest’angolo di Roma, si continuasse a respirare l’odore dell’arte.
Presente fin dalla metà degli anni cinquanta, inizialmente organizzata dal Comune di Roma e poi dall’Associazione dei Cento Pittori, quest’esposizione è divenuta da tempo un fenomeno culturale perfettamente integrato nel tessuto cittadino che a tutti gli effetti fa parte della storia e della tradizione non solo di Via Margutta ma di tutta la città. La manifestazione, la cui istituzionalizzazione è stata decretata nel 2009, ha ormai ottenuto da parte dell’Amministrazione Capitolina il riconoscimento di “evento caratteristico delle tradizioni e della cultura nella nostra città” capace di riportare “puntualmente un enorme successo di pubblico, una grande partecipazione e una notevole attenzione della critica giornalistica”. Per Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura del Campidoglio, "cresciuto tra i colori e le luci di Via Margutta, un mondo magico, animato dall’estro creativo e dal talento artistico dei pittori che, da amministratore, sono fiero di aver contribuito a tutelare e valorizzare”, questa mostra, “non può non meritare una tutela particolare, rappresentando un pilastro fondante del tessuto culturale di Roma e del Centro storico”.

“In questa esposizione – ha detto Alberto Vespaziani, da oltre 40 anni Presidente dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta – quello che è rimasto identico nel tempo è lo slancio con il quale pittori e scultori continuano a cercare il dialogo con il pubblico, la necessità che c’è di trasmettere ai visitatori le proprie emozioni e che spinge la maggior parte degli artisti a trascorrere le giornate a cavalletto intenti a illustrare il lavoro, a commentare ritratti e paesaggi, a discutere sulle tonalità dei colori usati o sulle scelte di tecniche e soggetti, da sempre rimasti liberi”.

E’ con questo obiettivo che tanti stranieri richiamati dal prestigio di questa storica manifestazione hanno scelto ancora una volta di affrontare la trasferta che, dalla Polonia, dal Perù, dalla Grecia, dal Libano, dall’Australia, dall’Argentina, dall’Olanda, dal Mozambico e da Cuba, li ha portati a esporre in questa strada, che in passato pullulava di botteghe e laboratori d’arte. Al loro fianco saranno in mostra accanto ai numerosi nomi noti della pittura che, dal 1950, con instancabile entusiasmo, calcano i sampietrini di Via Margutta anche una nutrita schiera di talenti in erba, attratti da un connubio unico al mondo che vede uniti arte e tradizione. A guidarli la dodicenne Isabelle Salari, un mini talento per la seconda volta in esposizione con l’Associazione. Di madre italo-francese e papà iraniano, Isabelle ha dimostrato fin da piccolissima una forte propensione all’arte in generale e alla pittura e al canto in particolare: e proprio tavolozza e pennelli sono diventati in breve tempo gli strumenti attraverso i quali questa giovanissima pittrice – che vanta al suo attivo già un centinaio di pezzi, quasi tutti di genere astratto, e moltissime esposizioni – esprime le più profonde emozioni.

A tagliare il nastro di questa edizione, il 31 ottobre prossimo alle 17.00, l’assessore capitolino alle Politiche Culturali e delegato per il Centro storico, Dino Gasperini.

Invitati anche il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio, Federico Mollicone, il Presidente del I Municipio, Orlando Corsetti.


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