Centocelle. Cercando una risposta che per ora non c’è

L. B. - 11 Novembre 2019

Il giorno dopo c’è il sole a Centocelle. I marciapiedi che proprio non ce la fanno ad essere puliti, portano ancora i segni della pioggia notturna, come il nostro stato d’animo, scombussolato da avvenimenti che fino a qualche settimana fa erano impossibili anche solo da pensare.

Passiamo davanti alla serranda de “La pecora elettrica” come quasi per accertarci che è tutto vero, che è successo. Che qualcuno, a notte fonda, dotato di attrezzi da scasso, di mezzi esplosivi, addirittura, dicono, di un motorino ha violentato di nuovo “la pecora”. Ha violentato la nostra amata libreria/caffè, ha violentato una comunità.

A via delle Palme, in pochi mesi si è andata costruendo una esperienza straordinaria.

Fresco Market
Fresco Market

Una ragazza dal sorriso contagioso e un ragazzo dalla mite competenza  sono riusciti ad avviare e a portare avanti un’impresa titanica: libri, pensieri, cultura, amicizie che si insediano in periferia, dove fa fatica a sopravvivere anche un frutta e verdura!

Ma loro sono tanto pacati quanto tosti e lavorano, lavorano, lavorano. Costruiscono rapporti, mettono radici, diventano un punto di riferimento, un pezzo di quartiere.

Poi, alla vigilia del 25 aprile, arriva il fuoco. Qualcuno vuole distruggerli.

Non si capisce. Non si capisce chi, non si capisce perché.

Però, seppure quasi tramortiti dalla botta subita, provano a rimettersi in piedi. Gli amici e la solidarietà di tanti li spingono a ricominciare. Loro lo fanno con la consueta capacità e costanza. Lo fanno con l’aiuto di tanti, ma al fondo lo fanno investendoci energie enormi, tutto loro stessi.

Ed ora, alla vigilia della riapertura, di nuovo il fuoco, di nuovo non si capisce. Non si capisce chi, non si capisce perché.

La botta è durissima e i tanti messaggi di solidarietà che arrivano fanno certo piacere, ma forse non diminuiscono l’angoscia.

Qualcuno sulla serranda annerita attacca un foglio con dei bei versi di Marazico.

La sua composizione termina con

“Ma anche se so’ pecora, sappiate,

che co’ ‘ste cose nun me spaventate.

Me riempirò de libri e de cultura:

è quello che a voialtri fa paura.”

Sì forse, questi gesti insulsi non ci hanno spaventato, ma di sicuro sono riusciti a incupire il volto luminoso di Alessandra e a deturpare la saggia serenità di Danilo.

Maledetti, anche solo per questo. Che voi siate maledetti!

 

L. B.


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