Sport Incontro tutto per lo sport

Centocelle, dal 1956 ci vediamo al Bar Orazio

Un locale storico tra via dei Faggi e via dei Noci, dove sono transitati Pier Paolo Pasolini e Claudio Baglioni
di Maria Giovanna Tarullo e Vincenzo Luciani - 9 Ottobre 2012

Era novembre del 1956 quando Orazio Giuffrida aprì il suo bar latteria, anzi latteria bar, perché era soprattutto di latte che si rifornivano i clienti di allora. E dal 1956 in quell’angolo tra via dei Faggi e via dei Noci il sor Orazio con il suo volto pacioso, rotondo e sorridente continua ad accogliere l’affezionata clientela da dietro quel bancone senza tempo del suo piccolo bar, divenuto ormai parte della storia del quartiere Centocelle.

Numerose sono state le diverse generazioni e i personaggi che lo hanno frequentato da quando il quartiere ancora doveva asfaltare le sue strade e costruire le tante case che si popolarono di tanti immigrati alla ricerca del lavoro nel pubblico impiego e nell’edilizia. A continuare ad accogliere i clienti e proseguire quest’avventura adesso c’è suo figlio Salvatore, la stessa affabilità, lo stesso straordinario accogliente sorriso. Ed eccoli che alternandosi ci raccontano come ha preso vita e si è sviluppata l’attività e come essa ha di fatto accompagnato l’evoluzione da borgata a quartiere di Centocelle. Un quartiere che essi amano profondamente, raccogliendone le memorie, attraverso un’appassionata raccolta di foto e di video, molti di essi confluiti su youtube.

Salvatore, raccontaci in sintesi la storia di questo bar.

Mio padre Orazio, arrivato in questo quartiere dalla Sicilia nel 1956, decise di aprire questo bar facendo una vera e propria scommessa. Centocelle, infatti, era ancora priva di abitazioni e servizi ma gli fu assicurato che il quartiere sarebbe diventato come i famosi Parioli. Ma all’inizio si trattò quasi di aprire un bar in un deserto.

Chi erano gli avventori?

All’apertura il prodotto principale richiesto dai clienti era il latte, un nutrimento economico e indispensabile, acquistato moltissimo dalle prime famiglie degli operai edili venuti dal centro e dal sud Italia per lavorare alla crescita della zona. Con il passar del tempo abbiamo visto intorno al nostro locale formarsi Centocelle con la sua via principale, ovvero via dei Castani, dove si erano insediati negozi di qualità che costituivano un’attrazione per gli abitanti delle borgate circostanti che venivano qui fare le prime spese importanti.
Intorno al nostro locale gravitavano personaggi di ogni tipo ed estrazione sociale. Uno che ricordiamo con grande piacere è sicuramente Pier Paolo Pasolini, una persona estremamente garbata. Lui veniva in questo quartiere per osservare i comportamenti e le abitudini di vita della gente di borgata da cui poi traeva spunto per i suoi lavori. E si vociferava che amasse molto frequentare anche i ragazzi di vita di queste parti. Un altro ragazzo che abbiamo visto crescere fino a raggiungere un grandissimo successo è stato il cantautore Claudio Baglioni cresciuto proprio nel palazzo di fronte al nostro bar, sopra i Fratelli Marinelli in via dei Noci. Claudio è rimasto molto legato al suo quartiere e qualche anno fa assistemmo ad un bellissimo concerto dal balcone della sua casa di una volta.

Come si sono evoluti i comportamenti dei clienti?

Il nostro bar ha sempre rappresentato un punto d’incontro per le famiglie e per la gente del quartiere. La vera evoluzione si è manifestata con l’introduzione della vendita di alcolici. Da quel momento è cambiato il tipo di clientela, a frequentare il locale molti emigrati del sud. Così come adesso vengono da noi molti extracomunitari con cui però non abbiamo mai avuto problemi. Sono infatti grandi lavoratori e ci ricordano molto le classiche famiglie che venivano a lavorare e a vivere a Roma negli anni Sessanta.

Come si prospetta la situazione attuale?

A causa del cantiere infinito della Metro C e della chiusura del mercato di piazza dei Mirti sicuramente c’è molto meno passaggio anche se non ci possiamo lamentare. Abbiamo infatti mantenuta la nostra fedele clientela. Speriamo che con l’apertura della metro riusciremo a trarre dei vantaggi con l’arrivo di gente da altre zone della città. Magari per tornare a fare spese in via dei Castani perché no?
Sul fronte sicurezza non abbiamo problemi particolari e crediamo che nel corso degli anni il quartiere sia stato ripulito da certe presenze inquietanti. Certo sono presenti sempre i classici problemi della periferia.

Cosa chiedete al VII municipio?

Solo una cosa chiediamo con forza alle amministrazioni municipali: tornare a far vivere Centocelle con attività ludiche per i ragazzi e con manifestazioni per attrare i cittadini come avveniva un tempo.  


Commenti

  Commenti: 1

Commenti