

Il patrimonio librario è stato portato in via della Venezia Giulia, all’interno dell’Atelier Sana’a nel parco di Villa Gordiani
Le serrande abbassate, le finestre chiuse e quel silenzio insolito che ha preso il posto del brusio di lettori, volontari e studenti. In via dei Castani, a Centocelle, si chiude un capitolo lungo più di dieci anni.
L’11 marzo gli eredi Attili sono tornati in possesso dello stabile che dal 2013 aveva ospitato la BAM – Biblioteca Abusiva Metropolitana, una delle esperienze culturali più originali e discusse della periferia est di Roma.
Dietro quelle porte, per oltre un decennio, si erano accumulati più di 40mila libri, scaffali costruiti con materiali di recupero, incontri letterari, laboratori e assemblee.
Un luogo nato da un’occupazione ma cresciuto nel tempo fino a diventare un punto di riferimento per il quartiere e per molti giovani del quadrante.
La chiusura non è arrivata all’improvviso né con uno sgombero forzato. Il ritorno dell’immobile ai proprietari è stato il risultato di mesi di trattative e mediazioni tra istituzioni, attivisti e proprietà.
Il Municipio V aveva posto una condizione chiara prima di procedere: garantire una sistemazione dignitosa alle due famiglie con minori che vivevano nello stabile.
Solo dopo il loro ricollocamento è stato possibile completare il passaggio delle chiavi.
«Una soluzione che ha cercato di tenere insieme legalità e attenzione sociale», ha spiegato l’assessore municipale all’Urbanistica Sergio Scalia, confermando che il processo si è concluso senza tensioni.

La storia della BAM, però, non finisce qui. Nelle settimane precedenti alla chiusura, i volontari hanno iniziato a smontare gli scaffali e a inscatolare migliaia di volumi per evitare che quel patrimonio andasse disperso.
I libri sono stati trasferiti in via della Venezia Giulia, negli spazi dell’Atelier Sana’a all’interno del parco di Villa Gordiani.
Qui il progetto rinascerà in una forma diversa: non più un’occupazione, ma uno spazio ottenuto tramite bando pubblico, con l’obiettivo di continuare a offrire attività culturali e sociali al territorio.
Per il presidente del Municipio V Mauro Caliste la soluzione rappresenta «un esempio di mediazione riuscita», capace di salvare un’esperienza culturale senza ignorare il diritto di proprietà.
Se i libri trovano una nuova casa, il futuro dello stabile di via dei Castani sembra invece destinato a cambiare radicalmente.
Per molti residenti la chiusura della biblioteca ha lasciato un senso di vuoto: per anni quello spazio era stato un piccolo laboratorio culturale in un quartiere spesso raccontato solo attraverso cronaca e problemi sociali.
Secondo quanto riferito dall’assessore Scalia, l’ipotesi più concreta riguarda la demolizione dell’edificio e la costruzione di nuovi appartamenti.
Un progetto definitivo non è ancora stato presentato, ma l’area tornerà con ogni probabilità alla sua destinazione residenziale.
Così, mentre la biblioteca si prepara a scrivere un nuovo capitolo altrove, il palazzo che per oltre dieci anni ha custodito migliaia di libri e altrettante storie si prepara a cambiare volto. E con lui cambia anche un pezzo della memoria recente di Centocelle.
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