C’era una volta una bella piazza all’Alessandrino

Dal V Municipio incapacità progettuale e ingiuste contestazioni amministrative all’Associazione Città Alessandrina
Mario Di Fortunato - 17 Giugno 2020

Fontana Acquedotto Alessandrino

Il 4 marzo 2006 dopo un sentito processo partecipativo tra cittadini  e Amministrazione, anche il quartiere Alessandrino ebbe la sua prima piazza. L’unica del quartiere, ma una delle più belle di Roma.

Ubicata sotto le arcate dell’antico acquedotto romano tra via degli Olmi e via Castelli era un incanto. Di forma quasi quadrata era alberata con filari di platani posti intorno a isolate querce, aveva un grande prato per le manifestazioni,  bordure di rose, lavande, mirto, narcisi, percorsi e sedute in legno. Non mancavano  sentieri in selciato e sampietrino, come in una vera piazza romana, e una fontana in travertino con giochi d’acqua che nella notte come per magia si trasformavano in una sinfonia luminosa. Era bellissima.

Fresco Market
Fresco Market

C’era persino un chiosco bar coperto da una pergola in legno e metallo, protetto da una cascata di gelsomini che di questi tempi profumavano la carezza della sera. Ciliegina sulla torta non mancava uno spazio giochi attrezzato. Secondo il progetto avrebbe dovuto ospitare una attività commerciale che avrebbe avuto l’incarico della manutenzione di tutta l’area circostante.

In una sera umida e piovosa che inspiegabilmente divenne luminosa e piena di stelle,  lo ricordo bene, partecipai anche al suo battesimo  e alla posa di una targa in pietra offerta da cittadini innamoratissimi di lei, con sopra inciso il suo nome: “piazza dell’Acquedotto Alessandrino”.

Per prevenire atti di vandalismo, in attesa della formalizzazione di un bando ufficiale per l’assegnazione della gestione del chiosco bar, il  Presidente del Municipio VII  con l’Ordinanza n. 5 del 2 dicembre 2010  affidò l’area di Piazza dell’Acquedotto Alessandrino e annesso manufatto, in custodia temporanea e a tutela delle condizioni igienico sanitarie del manufatto e dell’area limitrofa, all’Associazione Città’ Alessandrina con l’impegno che ne avrebbe assicurato, a titolo gratuito e volontario, la tutela a fini pubblici.

L’Associazione negli anni successivi ha fatto la sua parte.  Ha accudito la piazza con la vigilanza e  piccoli interventi di manutenzione. Ha creato eventi in collaborazione di partenariato con il teatro biblioteca Quarticciolo  e  organizzato manifestazioni per gli studenti delle scuole del territorio, incontri ricreativi e culturali per i cittadini e gli Amministratori.  Ha creato  insomma un solido trasversale legame tra gli spazi della piazza e le anime della comunità’. Questo è servito a proteggerla dal vandalismo urbano.

Nulla hanno invece saputo fare, per proteggerla, le precedenti Amministrazioni Comunale e Municipale che distratte dall’ingordigia hanno dimenticato le periferie, i suoi cittadini e la bella piazza.

E nulla sta facendo l’attuale Amministrazione del V Municipio (ex VII)   che, per mascherare la propria incapacità progettuale, invece di autorizzare i necessari interventi manutentivi, ha mandato “i gendarmi” a comminare ingiuste contestazioni   amministrative  all’Associazione Città Alessandrina ritenendo illegittima la citata ordinanza di assegnazione. Una richiesta di   spiegazioni e una successiva richiesta di impegno di giunta per chiarire quanto accaduto, recapitate via PEC al Presidente e al Consiglio municipale, non hanno avuto alcuna risposta.

E così, giorno dopo giorno, per l’incuria delle Istituzioni la bella piazza che fece innamorare persino i vandali ha il fiato grosso per il disinteresse di una classe politica sempre più cinica.

 

Mario Di Fortunato


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