

Il restauro, finanziato con 2 milioni di euro del Pnrr attraverso il progetto “Caput Mundi”, punta a consolidare la struttura e la rupe sottostante, oltre a recuperare stalle e coperture
Un edificio che racconta la storia del territorio, un’attesa lunga decenni, un risveglio che sa di speranza. Sono ufficialmente partiti i lavori per il restauro del Casale della Cervelletta, cuore storico e simbolico della Riserva Naturale della Valle dell’Aniene, nel quadrante est di Roma.
A dare l’annuncio è stato Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio, che ha voluto sottolineare come questo risultato sia frutto di un percorso corale, costruito “insieme alla Sovrintendenza Speciale di Roma, al Comune, all’Università Roma Tre e all’associazione Uniti per la Cervelletta”.
Il restauro, finanziato con 2 milioni di euro del Pnrr attraverso il progetto “Caput Mundi”, punta a consolidare la struttura e la rupe sottostante, oltre a recuperare stalle e coperture. Se tutto procederà secondo i tempi previsti, i lavori si concluderanno entro fine 2025.
Ma non si tratta solo di mattoni. L’obiettivo è dare nuova vita al casale, trasformandolo in un polo culturale e sociale con una biblioteca multimediale, un auditorium, spazi per il coworking. Un luogo aperto, vissuto, restituito finalmente alla cittadinanza.
“Dedico questo traguardo a Domenico Pietrangeli, il nostro Mimmo Cervelletta” ha detto Umberti. Attivista, docente, fondatore dell’associazione Insieme per l’Aniene, Pietrangeli è stato anima e voce della battaglia per la tutela di questo angolo verde romano. La sua scomparsa, avvenuta lo scorso dicembre, ha lasciato un grande vuoto.
Ad ottobre 2023 aveva pubblicato il libro “La Cervelletta di Mimmo e con Mimmo”, scritto proprio dal professore e curato da Antonio Barcella. Ma la sua eredità culturale e civica continua a ispirare.
Eppure ad oggi, accanto all’entusiasmo per i lavori, resta un’ombra concreta: la torre, che domina il casale e ne è parte integrante, non sarà oggetto dell’intervento. Da tempo interdetta per pericolo crolli, richiederebbe almeno altri 600 mila euro per essere messa in sicurezza. Fondi che oggi non ci sono.

Per questo le associazioni del territorio, pur soddisfatte dell’avvio dei lavori, non abbassano la guardia. Uniti per la Cervelletta ha già promosso una raccolta firme e intende chiedere un’audizione in commissione Ambiente al Comune, per evitare che il recupero del casale si trasformi in una vittoria a metà.
“Il rischio è che, una volta restaurato, l’edificio resti comunque chiuso al pubblico proprio a causa della torre pericolante”, avvertono gli attivisti.
Ora, quindi, la sfida è duplice: da una parte completare i lavori entro i tempi, dall’altra trovare le risorse per mettere in sicurezza l’intero complesso. Solo così il sogno di una Cervelletta pienamente restituita al territorio potrà diventare realtà.
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GGRRRaaaandeeee traguardo
facciamoci tanti “in culo alla balena” e speriamo che non scureggi