

La proposta arriva dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno per combattere il fenomeno dei writers nella Capitale
Il 14 agosto da Cortina d’Ampezzo, Alemanno ha lanciato la sua sfida ai graffitari. "Se verranno sorpresi ad imbrattare un muro dovranno pulirne altri dieci". "Un provvedimento che potrebbe essere varato a breve e che – assicura il Sindaco di Roma – varrà anche per chi farà altre sciocchezze”. Divieto quindi di lasciare messaggi d’amore, o frasi identificatorie della propria fede sportiva o politica. Proibiti anche disegni, tag e murales. Ed è proprio questo il nodo della questione che, da anni, scatena l’eterno dibattito: quando i graffiti possono essere considerati arte? A prendere le difese dei writers creativi è Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte, che all’Agi dichiara: "I veri orrori di Roma – lo dovrebbe sapere Alemanno che è stato per tanto tempo all’opposizione – non sono i graffiti sui muri, ma i quartieri “non luogo” frutto della connivenza che, per tanti anni, c’e’ stata tra costruttori romani e Democrazia Cristiana. E’ bene che le città metropolitane facciano una riflessione su questa forma d’arte, come e’ stato fatto a Rio de Janeiro e a Londra, per regolamentare quella che spesso è un’esperienza creativa molto più viva ed energica di quella che esce dalle accademie". Insomma per Sgarbi le battaglie del Sindaco di Roma dovrebbero essere altre. Ma Alemanno sembra deciso a continuare per la sua strada. Chi sarà sorpreso a scrivere sui muri della capitale sarà costretto a ripulire il proprio lavoro e quello di altri dieci writers. La proposta è stata subito sottoscritta dall’esponente romano del Pdl, Piergiorgio Benvenuti. E siamo certi che continuerà a far discutere.
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