Municipi:

Chiesa di Meier: critiche agli articoli sul campo di calcetto

Da un nostro lettore, parrocchiano della parrocchia Dio Padre Misericordioso

Signor direttore Luciani,
sono un parrocchiano della Parrocchia Dio Padre Misericordioso e vorrei muovere una critica a vostro sfavore riguardo ai 2 articoli (del 28/01/2008 e del 30/01/2008 riguardanti il Municipio VII) relativi al campo di calcetto della stessa.

Premetto che assolutamente non voglio né a lei né a nessun altro di voi insegnare il mestiere di giornalisti e che ciò che sto per dire sono delle mie considerazioni personali; si sa che prima di scrivere un articolo sarebbe opportuno fare una piccola ricerca e avere delle informazioni in mano relativi all’oggetto in questione poiché si andrebbe incontro al rischio di scrivere informazioni assolutamente errate (chiedete e vedete il Messaggero del presente giorno).

Inoltre per quanto riguarda l’arch. Meier, se sapeva o meno del campo, beh dovreste chiedere direttamente a lui o a chi di dovere per poter sapere appunto se era consapevole di questa opera che voi considerate uno scempio; avete messo in discussione un’opera personale del Presidente della Camera dichiarando di credere che egli non ha pagato interamente il campo, e a riguardo potreste venire domenica 3 febbraio alle ore 16.30 a chiedere direttamente a lui; avete divulgato su internet (e internet è un servizio di divulgazione mondiale) foto fatte appositamente per impostare l’articolo, quindi fatte avendo già l’intenzione di scrivere lo stesso, senza chiedere il permesso al responsabile della struttura visto che si tratta di foto relative ad un luogo privato e al contempo, le stesse foto assieme all’articolo screditano non solo l’immagine del campo di calcetto, ma anche quella della Parrocchia stessa, soprattutto se queste venissero visualizzate da persone aventi una minima o assente conoscenza della struttura.

Vorrei inoltre ricordavi che questa opera d’arte, prima di essere appunto un’opera, è soprattutto una chiesa (da notare la croce all’ingresso della struttura), o meglio una Parrocchia, quindi adibita proprio all’oratorio e ai ragazzi.

Infine, e questa resta sempre una mia considerazione, tutto questo polverone che avete alzato è stato avviato solamente per scopi politici e lo si può capire dalla citazione "questa sgangherata maggioranza", ma ovviamente come ripeto questa è una mia posizione e accetto le vostre posizioni politiche ma, e rimango sempre nella mia considerazione, non condivido il modo in cui sono stati scritti ed esposti gli articoli appena commentati.

V. Commodari

Caro signor Commodari, accetto senz’altro e pubblico le sue critiche, soprattutto perché non le condivido e mi consentirà di rimanere fermo nelle mie opinioni, perché le sue argomentazioni non mi hanno convinto affatto. Anzi.
Innanzitutto voglio tranquillizzarla che non ho “scopi politici” e che l’affermazione che lei cita tra virgolette è del consigliere municipale Rossetti, del quale abbiamo pubblicato sul nostro sito alcune riflessioni molto pertinenti che lei ed i lettori sono liberi di condividere o meno. Come accade per le mie e per le sue che qui pubblichiamo, a completamento delle mie scarse informazioni.
Il parroco e il vice parroco conoscono me e il mio giornale, ma evidentemente noi non rientriamo tra quelli cui si debbano comunicare notizie ed informazioni sulle attività della parrocchia (compresa quella dell’inaugurazione del campo di calcetto). E quindi cerchiamo di fare del nostro meglio, nonostante tutto. (V.L).

Pubblichiamo qui di seguito l’articolo a firma di Beatrice Picchi pubblicato su “Il Messaggero di mercoledì 30 Gennaio 2008

Tutti in campo, grazie al presidente
Il dono di Bertinotti alla parrocchia; 43 mila euro per l’impianto di calcetto

Un dono così, inaspettato, non proprio arrivato dal Cielo, ma pur sempre prezioso quel campo di calcetto tirato su in meno di tre settimane. Oltre il sagrato della chiesa delle vele, a Tor Tre teste, gli operai stanno finendo di spazzolare il prato lucido e sintetico, di sistemare i pali per l’illuminazione, mentre alcuni parrocchiani fanno il giro largo per scoprire le ultime novità, allora viene? Viene Bertinotti con il vescovo? «Sì, sì tranquilli, domenica arrivano tutti», risponde don Santino, il viceparroco della chiesa di Dio Padre Misericordioso. Arrivano tutti, certo, anche il presidente della Camera, li ha dati lui i soldi per fare questo campo, quasi quarantatrè mila euro.
Nacque tutto per caso due anni fa, così, senza nessun progetto, nessun programma. Arrivò un pomeriggio alle due, con la moglie, voleva vedere questa chiesa così moderna e accogliente, con quelle vele che si arrampicano fino al cielo, non è mai stata come le altre questa chiesa, anche l’architetto Richard Meier disse di averla «progettata con il cuore» cinque anni fa.
Fausto Bertinotti venne accolto dal parroco, don Gianfranco, parlarono di tutto, anche di quello che ancora si poteva fare in quel quartiere, e ce n’è sempre tante di cose da fare, per i giovani, soprattutto. Il presidente vide il biliardino, le ampie stanze per i concerti, il catechismo, le riunioni, le prove di chitarra, gli incontri con le persone più fragili e quelli con gli operatori della Caritas, «ma mica possono stare sempre al chiuso ’sti ragazzi». Fu così che venne l’idea del campo di calcetto, da realizzare in quegli spazi che anche l’architetto aveva riservato e previsto per attività per i giovani.
Tempo poche settimane e la cosa fu fatta e organizzata. Ora non c’è che da tirare il primo calcio. Tutto intorno è stato lasciato un piccolo muretto, nemmeno venti centimetri, per fare da panchina. Il tifo è una cosa seria. «E noi stiamo preparando un calendario per grandi e piccini – spiega don Santino – perché le richieste sono già tante, ma i ragazzini della parrocchia avranno sempre la precedenza».
Certo, poi si organizzeranno pure partite in notturna, casomai facendo pagare una piccola, piccolissima quota, giusto per le luci. «Sì, ma con calma, insomma vedremo. Intanto ci sono gli orari da rispettare: si può giocare dalle quattro alle sette del pomeriggio». Poche regole, ma chiare, è pur sempre un campo di calcio a ridosso di una chiesa. E che chiesa, con quelle vele da record di quasi quaranta metri scavate nel marmo di Carrara.
Il silenzio è così denso che ora il suono delle quattro campane risuona da una parte all’altra della strada. Le palazzine, una fila infinita fino al parco dell’Alessandrino, si affacciano su questo sagrato infinito di un bianco abbagliante, tanto da stropicciarsi gli occhi. E alla fine del sagrato c’è il nuovo campetto (i pali della recinzione saranno sei, sette metri), dalla parte opposta un altro piccolo campo di basket che una giovane coppia di sposi decise di regalare alla parrocchia tre anni fa: non fate regali per favore, ci vuole un campo per i giovani del quartiere, proposero.
Perché qui la gente è fatta così, la parrocchia diventa la casa di tutti, la festa di carnevale, i compleanni, il torneo, gli incontri con i genitori. Ogni domenica mattina ci sono mamma e figlia rom che arrivano da uno dei campi sulla Casilina a chiedere l’elemosina, i parrocchiani le chiamano per nome ormai, e anche ieri mattina un’altra famiglia è venuta a chiedere aiuto a don Santino. Ecco cosa è questa chiesa per il quartiere e per le sue 2.500 famiglie che qui sono nate e cresciute, un portone immacolato e sempre aperto. Basta leggere il libro all’ingresso della chiesa, messaggi di amore e di compassione, ma anche preghiere di speranza, di una nuova vita, versi lasciati con una grafia incerta, in stampatello e con i cuorini sulle “i”, ma anche disegni, saluti in romeno, indiano, inglese.
E non puoi sbagliarti, la chiesa delle vele la conoscono tutti, i cartelli Chiesa del Duemila Dio, Padre Misericordioso, ti ci accompagnano dalla Prenestina, dalla Casilina. Costeggi il parco dell’Alessandrino e quella chiesa che sembra una barca ti appare così, all’improvviso. Bellissima.

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