

Le denunce presentate contro i gestori dell’asilo, parte la procedura di liquidazione della società titolare
La vicenda della scuola Montessori di via della Bufalotta resta aperta, ma per famiglie e insegnanti si intravede finalmente una possibile via d’uscita.
Con la fissazione dell’udienza di liquidazione per il 23 giugno 2026, si apre infatti la fase in cui i creditori potranno formalmente avanzare le richieste di rimborso nell’ambito della procedura fallimentare.
Il crac della società che gestiva l’istituto ha prodotto effetti pesanti su più livelli. Da un lato le insegnanti, rimaste per mesi senza stipendio e bloccate da vincoli contrattuali che hanno impedito loro persino di cercare un nuovo impiego o accedere agli ammortizzatori sociali.
Solo di recente, con l’intervento del liquidatore, la situazione si è parzialmente sbloccata.
Dall’altro lato ci sono i genitori, che avevano già versato le rette per un servizio interrotto improvvisamente. Ora chiedono la restituzione delle somme e il riconoscimento dei danni subiti, pronti a insinuarsi al passivo per recuperare quanto possibile.
All’origine della vicenda c’è una segnalazione anonima che ha innescato una serie di controlli amministrativi. Le verifiche avrebbero fatto emergere criticità legate sia alle condizioni igieniche sia alla conformità degli spazi rispetto alle autorizzazioni urbanistiche.
Da lì è partito un effetto a catena che ha portato alla revoca delle licenze e alla chiusura della struttura, attiva da decenni.
Le famiglie, però, contestano la legittimità di un iter avviato da una denuncia priva di firma, soprattutto considerando la delicatezza del servizio coinvolto.
Per questo stanno valutando un nuovo accesso agli atti, con l’obiettivo di chiarire l’origine della segnalazione e verificare eventuali responsabilità.
La chiusura ha avuto ripercussioni immediate sui più piccoli. Circa 118 bambini, tra zero e sei anni, sono stati ricollocati in altri istituti del territorio dopo che la direzione aveva rinunciato al ricorso al TAR.
Un trasferimento d’urgenza che ha spezzato relazioni educative consolidate, costringendo famiglie e insegnanti a ricominciare da capo in nuovi contesti scolastici.
Parallelamente alla procedura fallimentare, resta aperto il fronte giudiziario. I genitori hanno presentato denunce nei confronti dei responsabili della gestione, ipotizzando reati gravi come truffa e interruzione di pubblico servizio.
Secondo l’accusa, le iscrizioni sarebbero state portate avanti nonostante la consapevolezza delle criticità amministrative in corso, aggravando così il danno economico e organizzativo per le famiglie.
La prossima udienza rappresenta dunque un passaggio chiave, ma non definitivo. Tra rivendicazioni economiche, accertamenti giudiziari e richieste di chiarezza, la vicenda resta complessa.
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