

I Fatti e i Misfatti di Giugno 2010 (V) di Mario Relandini
Cia da etilometro
Quando la mia famiglia stava per imbarcarsi all’areoporto di Cleveland – ha raccontato Santhos Thomas – mia figlia Alyssa di sei anni è stata trovata nella lista nera dei sospettati di terrorismo e, prima di farci partire, la piccola è stata interrogata a lungo da severissimi funzionari di polizia".
Dopo Michael Hicks di otto anni, ritrovatosi sorprendentemente qualche mese fa nella famosa lista nera, ecco ora, dunque, Alyssa di sei anni. C’è allora da chiedersi – visto che qualche cronaca Usa ha accennato a molti altri casi simili – se davvero tanti bambini americani covino un odio tanto profondo nei confronti del loro Paese e possano andarsene in giro, per fargli del male, con armi ed esplosivi nelle loro piccole tasche. Oppure, molto più verosimilmente, se ai funzionari della Cia, prima che si accingessero a compilare le liste nere dei possibili attentatori alla sicurezza nazionale, fosse stata fatta la prova dell’etilometro.
Talebani da ergastolo
"Un bambino di appena sette anni – ha fatto sapere un portavoce dell’autorità afghana – è stato fucilato in pubblico dai talebani, nel villaggio di Heratiyan, perché spia del Governo di Kabul alleato con gli Stati Uniti e con le truppe dell’Alleanza atlantica".
Negli Usa, dunque, innocenti bambini vengono inseriti nell’elenco dei terroristi più pericolosi da funzionari verosimilmente allegri beoni. In Afghanistan, però, è terribilmente peggio: innocenti bambini vengono addirittura fucilati in pubblico da talebani indubbiamente feroci assassini.
Né risultati né stupori
"Siamo pronti – aveva detto Marcello Lippi, il "mister" della nazionale italiana di calcio scesa in Sud Africa per fare sfracelli – siamo davvero pronti a stupirvi".
Non è stato, invece, di parola. Quando i giocatori portati fin laggiù sono addirittura arrivati ultimi nel loro girone di qualificazione e sono stati subito eliminati, nessuno è rimasto stupito: con un allenatore e con una squadra così, lo stupore ci sarebbe stato se fossero riusciti ad arrivare ai successivi ottavi di finale.
Schiaffi impuniti
"Per Cecchi Gori, accusato da Valeria Marini di averla ripetutamente schiaffeggiata durante il loro periodo di convivenza tra il 2003 e il 2005 – ha sentenziato la Magistratura romana- nessun luogo a procedere".
Perché la Magistratura romana si è trovata d’accordo sugli schiaffeggiamenti da assestare a Valeria Marini? In cuor suo, magari, sì. Ma, quale dispensatrice di giustizia, forzatamente perché Valeria Marini – per rimorso, per bontà d’animo o per chissà che cos’altro – ha ritirato la sua denuncia-querela nei confronti di "zio" Cecchi Gori.
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