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«Ciao maschio» alla Galleria d’Arte Moderna

Volto, potere e identità dell'uomo contemporaneo 

Con un titolo che è un esplicito omaggio a Marco Ferreri e al suo film del ’78, la mostra – aperta dal 23 giugno all’11 novembre – propone quei temi e quegli sguardi che nell’arte dalla fine dell’Ottocento fino al XXI secolo hanno fissato l’evoluzione sociale e politica dell’identità maschile. Oltre 100 le opere provenienti dalle collezioni della Galleria, del Maxxi, e da fondazioni e istituzioni pubbliche e private. Aprono e chiudono il percorso due installazioni urbane site specific, Contemporary Gods dello street artist Max Paloscia e Till Death Tears Us Apart (2017), di uno dei più famosi urban artist americani, Mark Jenkins.

In mostra opere di Balla, Scipione, Franco Angeli, Fabio Mauri, Mario Schifano, Guttuso, Pascali, Warhol, Scialoja, Ontani, solo per citarne alcuni. Un’intera sezione è dedicata allo sguardo femminile sul maschio, con Lisetta Carmi, Elisabetta Catalano, Agnese De Donato, Rosa Foschi, tra le altre.

Approfondimenti e informazioni sul sito della Galleria  


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