

La storia di una ditta di elettrodomestici che parte dall’introduzione del secondo canale della TV pubblica
"In forte crisi il commercio su via dei Castani a Centocelle – Chiude anche Ciccarelli. Le cause: lavori metro C troppo lunghi, abusivismo e assenza dei vigili”. Così titolava un articolo sul sito di Abitare A del 13 maggio 2010, a firma di Alessandro Moriconi. L’articolo affermava tra l’altro: “Uno ad uno gli storici negozi di via dei Castani chiudono i battenti lasciando intravvedere all’orizzonte una vera e propria desertificazione commerciale in una delle strade, ritenuta fino a pochi anni fa la regina dello shopping del VII muncipio e non solo. Il sogno di trasformarla in un centro commerciale naturale segna il passo e tra cambio della guardia in consiglio comunale e cantierizzazione per la metro C, su quell’ambizioso progetto sembra ormai calato il silenzio più assoluto. Residenti, commercianti e anche qualche politico locale invano da tempo segnalano il proliferare dell’ambulantato a rotazione autorizzato direttamente dal dipartimento X, senza un minimo di progettualità e senza, cosa ancora più grave, tener conto dell’ingombrante presenza dei cantieri metro C, delle difficoltà economiche dei commercianti in sede fissa e dell’asfissiante presenza degli abusivi, veri ed incontrastati conquistatori di ogni angolo di marciapiede libero. Dopo la chiusura forzosa di Stock House (il supermercato dell’abbigliamento sportivo) situato all’angolo con via dei Faggi e della ultradecennale Euronics del gruppo Ciccarelli…"
A quest’ultimo proposito eccoci di fronte a Franco Ciccarelli (70 anni, portati benissimo) che, impavido, è alle prese con una dura ripartenza dal negozio di elettrodomestici in via dei Noci 53. Chi meglio di lui può spiegarci cosa sia accaduto in tutti questi lunghi anni dal 1960 ad oggi in cui le vicende imprenditoriali di una famiglia che ha dato lustro commerciale a Centocelle si sono intrecciate a quelle di una borgata che si è trasformata in quartiere di riferimento per le zone circonvicine.
Franco Ciccarelli, può farci un sintetica panoramica della storia della ditta?
Questo negozio di via dei Noci nasce nel 1960 come punto di assistenza e montaggio antenne con l’avvento di una delle prime evoluzioni nel mondo della televisione italiana ovvero l’introduzione del secondo canale da parte della Rai.
Quindi un momento florido per fare affari in questo settore che ci ha permesso di iniziare a diffondere il nostro nome sul tutto il territorio. Abbiamo iniziato nel 1967 in via dei Noci 53 dove continuammo a prestare il nostro servizio al cliente, per poi passare anche al civico 73 della medesima via ed infine raggiungere la strada principale del quartiere via dei Castani.
Nei primi anni Novanta dopo questa espansione capillare in tutta la zona abbiamo iniziato a sentire le prime avvisaglie della crisi del commercio su strada.
E poi arrivarono i centri commerciali…
Con l’arrivo incombente dei grandi centri di distribuzione.In concomitanza con la decisione di introdurre questo nuovo modo di vendere sul territorio periferico ricordo di aver esposto una previsione, quanto mai veritiera a distanza di tempo, la chiusura di circa 5-6 mila attività con il conseguente disagio per via della riduzione di posti di lavoro e l’abbrutimento del quartiere stesso.
Bisognava quanto meno individuare delle zone della capitale in grado di ospitare questi grandi centri anche in base agli abitanti senza concentrare il tutto specialmente nel quadrante est della città (dove, come se non bastasse, si preannunciano addirittura altri tre centri commerciali).
Purtroppo queste considerazioni vennero scalzate via da piani già approvati e quindi, per non gettare al vento il lavoro di una vita, decisi di portare il mio nome all’interno dei centri commerciali. Partendo nel 2003 presso il centro commerciale Ipercoop Casilino e l’anno seguente ad Aprilia. Però constatai che la crisi si stava facendo sempre più imponente e quindi bisognava coprire gli elevati costi della presenza all’interno della grande distribuzione con altre aperture.
Mi misi in moto per prendere accordi con altri megastore in costruzione, ma notando che il capitale da investire era eccessivamente elevato, con tutta la mia famiglia decisi di vendere la società.
Questo non ha significato però la scomparsa di Ciccarelli dal quartiere Centocelle, perché nel 2006 decisi di riaprire il locale di via dei Noci 56 con lo scopo appunto di non abbandonare la fedele clientela. Posso dire di non essermene pentito. Nonostante siamo circondati da grandi centri commerciali, il 10% delle persone del quartiere ancora si servono da noi con grande soddisfazione.
Soprattutto perché garantiamo la qualità a prezzi contenuti e dopo una vita dedicata a questa attività non potevo certo mettermi a fare altro.
Quali le ragioni e il segreto del successo della ditta?
Il segreto del nostro successo è racchiuso in tre parole: serietà, competenza e lavoro per venire incontro alle esigenze della gente. La mia filosofia infatti è stata sempre quella di soddisfare il cliente e non di far arricchire le aziende, cercando di contenere i costi ed allo stesso tempo di proporre prodotti di qualità.
Questo avviene grazie alla conoscenza dei materiali, della loro provenienza e della ditta che li produce riuscendo in questo modo a consigliare il cliente con coscienza.
Come ricorda il quartiere al momento dell’avvio dell’attività? Come sono cambiati i comportamenti dei clienti?
Le abitudini di acquisto di certo sono cambiate e purtroppo in peggio. Con l’avvento di internet ormai si sentono tutti degli esperti del settore. Ci si affida a prodotti all’apparenza di qualità e convenienti trovandosi poi a fare i conti con i problemi classici del post-vendita. Inoltre il centro commerciale, una volta venduto il prodotto, abbandona il cliente lasciandolo combattere con assistenze all’estero e quant’altro.
La vendita di prodotti hi-tech ha surclassato nel tempo quella del “bianco”, cioè dei classici elettrodomestici, ovvero lavatrici, frigoriferi ecc. ecc., che compongono buona parte della nostra merce.
E il quartiere?
Il cambiamento avvenuto nel corso di questi anni nel quartiere lo avvertiamo molto forte: non ci sono più gli abitanti di un tempo, quelli venuti a Centocelle quando ancora non c’era davvero nulla. Quella era la gente che si affidava a noi e a quei pochi negozi presenti in zona donando piena fiducia al servizio prestato dal negoziante, venendone ricambiata con il risparmio e l’affidabilità.
Qual è la sfida attuale?
Adesso dobbiamo confrontarci anche con clienti extracomunitari che ovviamente cercano la convenienza a tutti i costi, ma dopo aver accettato il nostro consiglio a favore di un prodotto buono, tornano poi da te. E per noi la conquista di un cliente difficile è un grande successo.
Proposte per Centocelle?
Sicuramente Centocelle merita di essere rivalutata, contrastando il degrado urbano che sta uccidendo questo quartiere, ad iniziare proprio da via dei Castani risistemando la passeggiata oggi devastata da buche ed invasa da bancarelle abusive, per non parlare dello smembramento della zona attraverso i lavori della Metro C.
Hai una richiesta particolare da fare al VII municipio?
Mi sento di chiedere ai politici locali di essere più presenti sul territorio ed incrementare la sicurezza con forze dell’ordine pronte a vigilare sempre e non solo quando avvengono dei casi eclatanti.
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