Cinema Folgore. I luoghi della nostra memoria

Domenica 13 dicembre, alle ore 16.30, al tennis club Oasi di Pace sarà proiettato il cortometraggio, “Opera Prima”, di Riccardo Faiella
di Ricky Ranu - 10 Dicembre 2015

Marc Augé nel 1992, a Parigi, presentava il suo libro Non-Lieux. Introduction à une anthropologie de la surmodernité (Non luoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità). Per la prima volta nel testo dell’etnologo e antropologo francese, fu coniato il termine “nonluogo” per quei luoghi così noiosamente uguali in ogni parte del nostro globo, frutto della globalizzazione: atri delle stazioni e degli aeroporti; centri commerciali e grandi magazzini; i comuni spazi che si incontrano in autostrada e negli alberghi di tutto il mondo.

Luoghi da Augè definiti “nonluoghi”, perché non portano l’identità del posto dove si trovano. Spazi che non si possono definire identitari, relazionali, storici. All’interno di un centro commerciale, potremmo essere ovunque: a Parigi, a Roma, a New York oppure a Pechino. Ai “nonluoghi”, Augé associa l’oblio e l’aberrazione della memoria.

Le sale cinematografiche sfuggono a questa legge: all’apparenza tutte uguali, eppure così diverse una dall’altra. Ma quante gloriose sale cinematografiche hanno spento per sempre i riflettori? Al loro posto centri commerciali o sale bingo. Al loro posto, appunto, un nonluogo.

CinemaFolgore_oasiIl cortometraggio nella sua narrazione, riporta in vita il Cinema Folgore. Si trovava in via dei Quintili, al Quadraro – periferia sud-est di Roma – e fu attivo fino alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Ormai è andato a nutrire la folta schiera di sale cinematografiche sparite nell’oblio contemporaneo. Però, il Cinema Folgore ha avuto un destino diverso da tante altre sale, un destino sicuramente più nobile. Dal 1979 là dove c’era il Cinema Folgore, adesso potete trovare una Chiesa Evangelica Sud Coreana. Un luogo ludico si è trasformato in luogo sacro.

Eleonora, una ricercatrice universitaria, sta indagando, per conto dell’Università, sui luoghi della nostra memoria. Luoghi fagocitati dall’evoluzione della società contemporanea, come per esempio vecchie sale cinematografiche. Su una di queste, non più attiva da quasi cinquant’anni – il Cinema Folgore, al Quadraro – un ragazzo del posto, Lorenzo, si è offerto per dare tutte le informazioni possibili alla ricercatrice. A dire il vero, chi sa tutta la storia del vecchio Cinema Folgore è un amico di Lorenzo, un certo Mickey. Mentre i due ragazzi aspettano l’arrivo di Mickey, fuori la Chiesa Evangelica, Eleonora si imbatte nella realtà del quartiere, uno dei tanti rioni delle periferie metropolitane, che nel tempo è diventato multietnico.

Cast_vespeIl messaggio della multietnicità arriva in maniera evidente. Ma non è il solo. Il cortometraggio cerca di esaltare le nostre tradizioni, spesso dimenticate in fretta. Le tradizioni sono parte integrante della cultura di un popolo. A volte sono tenute in vita anche con il ricordo di un cinema che non c’è più. Meno male che ci sono ancora in Italia, persone attaccate alle tradizioni, come Mickey.

Le vecchie generazioni, con il racconto, tengono in vita le tradizioni. Sono loro che passano ai giovani il sapere, le conoscenze e l’educazione, frutto della propria esperienza di vita. Quest’altro messaggio arriva forte nella scena finale, dove Giuseppe Mincuzzi – in arte Er Poeta Metropolitano – come un padre con il proprio figlio, recita a Lorenzo la poesia di Giuseppe Gioachino Belli, L’Aducazzione.
Passato, presente e futuro si mischiano contaminandosi, in tutto il cortometraggio.

Proiezione domenica 13 dicembre, alle ore 16.30, al tennis club Oasi di Pace in via degli Eugenii 2.

CINEMA FOLGORE. I LUOGHI DELLA NOSTRA MEMORIA, di Riccardo Faiella

con: Eleonora Aceranti, Lorenzo De Santis, Mickey Khalifa, Angelo Amoretti, Emanuele Faiella, Veronica Morici, Giorgio Tomicic, Sara Khalifa, Ferruccio Tritoni, Massimiliano Pace, Valeria Jennings, Mara Juliana dos Santos Ribeiro, Mario Morici, Claudio Simeoni, Leandro Cicetti e il Coroincanto del M. Paula Gallardo Serrao
e con la partecipazione straordinaria di: Irina Spirlea (numero 7 al mondo WTA Tennis 1997) e Giuseppe Mincuzzi (Er Poeta Metropolitano)
Montaggio: Stefano Camberini
Fotografia: Stefano Camberini e Riccardo Faiella
Arrangiamenti musicali: Pierfrancesco Pitascio
Regia: Riccardo Faiella e Stefano Camberini


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