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Cinghiali, siglato il “Patto di Ferro” tra Regione e Comune: 150 interventi l’anno e rimborsi per 200mila euro

Il modello scelto è quello della cooperazione rafforzata. Se alla Regione spetta il coordinamento tecnico e il controllo della fauna selvatica, Roma Capitale fornirà il supporto logistico

La “guerra” agli ungulati che assediano la Capitale entra in una nuova fase, questa volta sotto il segno dell’unità istituzionale. A tre settimane dall’annuncio, la Giunta della Regione Lazio ha approvato ufficialmente lo schema di accordo con Roma Capitale: un piano strutturale che punta a chiudere l’era degli interventi frammentati per passare a una strategia coordinata e misurabile.

Il piano operativo: tempi rapidi e target precisi

L’accordo sancisce un cambio di passo netto nella gestione dell’emergenza. Il Campidoglio si impegna a versare un rimborso di 200mila euro alla Regione, la quale prenderà in carico la gestione operativa dei piani di contenimento e il contrasto alla Peste Suina Africana (PSA) sul suolo romano.

I punti cardine della nuova strategia includono:

Interventi lampo: In caso di emergenza, le squadre dovranno attivarsi entro 24-48 ore.

Obiettivo numerico: Riduzione di almeno il 60% degli ungulati nelle aree considerate prioritarie (parchi urbani e zone a ridosso dei centri abitati).

Costanza d’azione: La Regione garantisce un numero minimo di 150 interventi all’anno.

Una divisione dei compiti “integrata”

Il modello scelto è quello della cooperazione rafforzata. Se alla Regione spetta il coordinamento tecnico e il controllo della fauna selvatica, Roma Capitale fornirà il supporto logistico fondamentale: presidio del territorio, gestione delle segnalazioni e impiego della Polizia Locale per garantire la sicurezza durante le operazioni.

Le parole dell’Assessore Righini: “Cambio di passo netto”

Entusiasta l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare, Giancarlo Righini, che vede nell’accordo la fine di un lungo stallo burocratico:

“Oggi possiamo finalmente operare anche nel cuore di Roma, superando le restrizioni della zona rossa per la PSA. È una piena assunzione di responsabilità: affrontiamo il problema alla radice con strumenti adeguati. L’obiettivo è restituire ai romani un territorio sicuro e vivibile, riportando sotto controllo una situazione che ha creato troppi disagi.”

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