Cinquina, un’oasi dimenticata

Incontro pubblico coi cittadini del quartiere

Vista dal satellite, il quartiere di Cinquina appare  veramente come una sorta di oasi. Un quartiere della periferia del III Municipio circondato dalle zone verdi della Marcigliana e di via della Cesarina, non immerso nella realtà soffocante tipica dei quartieri ad alta densità.

Ma se dal satellite scendiamo a livello stradale, scopriamo che questa alta potenzialità abitativa nella realtà presenta molte criticità, dovute per lo più ad una sorta di dimenticanza da parte dell’amministrazione cui il quartiere è sottoposto da anni.

Come redazione, abbiamo incontrato il Comitato di Quartiere “Cinquina e dintorni” in un incontro pubblico organizzato dalla Consigliera del 3° Municipio Marina Battisti, dal Presidente del CdQ Francesco Coronetta e da Laura Di Donato, cittadina della zona da sempre molto attiva nel quartiere. Incontro che è stato per noi l’occasione per iniziare ad accendere un faro su un quartiere poco interessato dalle attenzioni della stampa e per i cittadini un’occasione per parlare a ruota libera dei problemi che da anni creano quotidianamente disagi agli abitanti della zona. All’incontro erano presenti per il livello istituzionale anche il consigliere municipale Dario Quattromani e il consigliere regionale Valerio Novelli.

L’incontro si è svolto nel cortile delle case dell’ATER di via Emanuele Tesauro, luogo centrale del quartiere per descrivere le problematiche della zona.

Il Presidente Francesco Coronetta (in foto) ha esordito dicendo che a Cinquina non sono mancati gli interventi, ma che ogni volta “si è curato il sintomo e non la causa“, con azioni che non si sono mai tradotti in interventi strutturali che potessero rappresentare azioni in forma preventiva per i disagi della zona. “E’ necessario iniziare ad agire per priorità maggiori senza però trascurare le altre” ha concluso Coronetta nel suo intervento introduttivo, prima di lasciare ai cittadini la possibilità di segnalare le varie situazioni di disagio.

Problemi strutturali degli immobili ATER

Quello delle case popolari ATER rappresenta probabilmente uno dei problemi nodali della zona, e la situazione è stata spiegata dettagliatamente dal consigliere regionale Valerio Novelli (in foto), vista la competenza regionale delle problematiche ATER. Novelli ha informato del fatto che l’ATER, a seguito delle numerose segnalazioni, ha effettuato dei sopralluoghi 2 anni fa, sopralluogo che però non ha portato alla risoluzione delle molte problematiche presenti: evidenti problemi strutturali degli edifici, crepe, infiltrazioni importanti con muffe diffuse, balconi fatiscenti con parti di intonaco e cemento che  crollano in continuazione, con evidenti rischi sia per chi abita negli stabili che per chi transita nelle immediate vicinanze, per non parlare dell’illuminazione esterna – scarsa o in alcuni casi assente – causa di cadute ed incidenti ai residenti degli stabili.

Novelli ha informato i cittadini di aver presentato l’8 ottobre un’interrogazione in consiglio regionale – interrogazione che verrà discussa in aula il 29 ottobre – per segnalare una situazione preoccupante degli edifici sia per quanto riguarda gli interni che per le fondamenta degli stessi. “Una situazione di fatiscenza che deve essere urgentemente sanata” ha detto Novelli “con necessità di bonificare i sotterranei delle case per la presenza di rifiuti di diversa natura, nonché di bombole del gas che minacciano la sicurezza degli stabili“. Lo scopo dell’interrogazione, secondo quanto detto da Novelli, non è solo quello di segnalare la situazione, ma anche quello di far seguire una mozione per impegnare l’ATER ad iniziare i lavori di risanamento e di bonifica.

Sicurezza

Quello della sicurezza è un altro dei temi che gli abitanti del quartiere denunciano come elemento chiave della vivibilità della zona. L’aumento continuo della criminalità, cui si somma una viabilità impazzita, con scorribande notturne di scooter e macchine – con costante pericolo soprattutto per i pedoni – costituisce un elemento di forte insicurezza per gli abitanti, che da tempo chiedono la possibilità di un presidio di polizia in zona. Attualmente la zona, di competenza del Commissariato di Fidene, risulta poco presidiabile per la carenza di organico delle forze dell’ordine, testimoniata dal fatto che il Commissariato ha una sola macchina che copre un territorio vastissimo, equivalente al comune di Firenze. Gli abitanti chiedono la possibilità che sia presente la figura del poliziotto di quartiere e che si possa arrivare ad un presidio mobile nella zona.

Al fine di sensibilizzare l’importanza della presenza in zona delle forze dell’ordine il Presidente Coronetta ha informato che il CdQ sta predisponendo un sito con un Data Base di raccolta degli episodi criminosi, per evitare che molti crimini – se non denunciati da nessuna parte – vadano a finire nel cosiddetto dark number (ossia un numero di eventi o crimini che non vengono registrati ufficialmente e rimangono sconosciuti, non rientrando quindi nelle statistiche). “Segnalare in qualche modo questi avvenimenti criminosi” ha detto Coronetta “è necessario per informare le forze dell’ordine dell’alto allarme sociale.

Trasporti insufficienti

Il quartiere risulta molto scollegato rispetto alle esigenze reali, ed i mezzi presenti sono insufficienti per le necessità quotidiane. Prima tra tutte, l’assenza di un collegamento diretto con l’ospedale S. Andrea (l’ospedale territorialmente più vicino) non consente ai cittadini (soprattutto agli anziani) di essere autosufficienti nei viaggi verso la struttura ospedaliera. Sul tema dei trasporti, va detto comunque che recentemente è stato approvato il servizio di navetta a chiamata – servizio già presente in zona Massimina e che sta dimostrando di rispondere alle esigenze del territorio – che a breve dovrebbe iniziare a funzionare in regime di sperimentazione.

Ambiente e raccolta rifiuti

Fino a qualche tempo fa, a Cinquina era presente un servizio Ama di raccolta porta a porta. Da qualche anno, il ritorno al vecchio sistema di raccolta (in quasi tutto il quartiere) ha generato spesso situazioni di discariche attorno ai cassonetti, spesso – va detto – per inciviltà di coloro che utilizzano le zone attorno ai cassonetti per gettare qualsiasi tipo di rifiuto. In alcune zone del quartiere, complice un denunciato scarso passaggio nel ritiro dei rifiuti, si è creata una presenza di animalinello specifico topi e cinghiali – che si aggirano costantemente alla ricerca di cibo nella spazzatura abbandonata per strada – e che rendono malsano (e pericoloso, nel caso dei cinghiali) il transito dei cittadini. Su questo tema, il CdQ propone almeno di effettuare una recinzione dell’area giochi del parco a protezione dei bambini, per evitare che almeno i più piccoli siano soggetti a pericoli.

Per contrastare l’abbandono selvaggio di rifiuti, la consigliera Battisti (in foto) ha inoltre parlato di una necessità di potenziamento delle fototrappole, dispositivi usati principalmente per contrastare l’abbandono illegale di rifiuti che funzionano tramite un sensore che rileva il movimento e attiva la registrazione. Il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale di Roma (NAD) purtroppo risulta depotenziato da diverso tempo, da quando il 30 luglio 2022 è scaduto il bando per la gestione delle fototrappole e da quando – in assenza di proroga –  il NAD è stato di conseguenza depotenziato; da questo punto di vista forse la richiesta fatta per l’assegnazione di nuovi fondi al NAD potrebbe risultare uno dei pochi veri deterrenti contro lo sversamento illegale di rifiuti.

Carenze in ambito sanitario

Fortemente sentita dagli abitanti è la mancanza di una qualsiasi struttura sanitaria in zona. Si parlava fino a poco tempo fa di un presidio sanitario da realizzare in via Paolo Monelli, distante circa 3 km, che avrebbe potuto rappresentare un primo punto per le esigenze sanitarie dei cittadini. Ma la struttura, rientrante nel sistema delle case della salute della Regione Lazio – da realizzare con fondi PNRR – sono state realizzate solo in parte, e vista la prossima scadenza (2026) nell’utilizzo dei fondi comunitari, difficilmente tale struttura vedrà la luce.

Carenze socio-culturali

Per finire, i cittadini intervenuti lamentano un’assenza pressoché totale di strutture culturali aggregative nel quartiere. Non ci sono impianti sportivi, non ci sono biblioteche, e l’unico centro di aggregazione risulta essere la parrocchia di zona. Inoltre la presenza di una sola scuola elementare costringe tutti gli studenti, a partire dalla scuola media, a dover uscire dal quartiere anche solo per frequentare la scuola dell’obbligo.

In conclusione, l’incontro – come abbiamo detto inizialmente – si poneva l’obiettivo di iniziare ad accendere un faro sulle problematiche di un quartiere che troppo poco in questi anni è stato trattato dagli organi di informazione e che quindi, trovandosi in questo cono d’ombra  informativo, è stato spesso poco considerato nella programmazione cittadina.

Da parte nostra, questo sarà solo il primo di una serie di incontri che ci prefissiamo di tenere, sempre assieme ai residenti di zona, per capire se e come l’amministrazione vorrà (e potrà) intervenire per risolvere i problemi di diversa natura che rendono quotidianamente difficile la vita sul territorio.

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