Claudio Ranieri è il nuovo allenatore, … a tempo, della Roma

Contratto fino al 30 giugno 2019
Enzo Luciani - 8 Marzo 2019

Ore febbrili per la Roma. Dopo l’eliminazione dalla Champions League, l’esonero di Di Francesco, la rescissione del contratto con Monchi ecco la notizia del nuovo incarico per Claudio Ranieri.

Il comunicato della società

L’AS Roma è lieta di annunciare che Claudio Ranieri è il nuovo responsabile tecnico del Club, fino al 30 giugno 2019.

L’allenatore italiano guiderà la squadra nella prossima partita di Serie A allo Stadio Olimpico contro l’Empoli, in programma lunedì sera.

“Siamo lieti di dare il bentornato a Claudio Ranieri”, ha dichiarato il presidente del Club, Jim Pallotta. “L’obiettivo che abbiamo in questa stagione è finire più in alto possibile in classifica e ottenere la qualificazione in Champions League. Per questo motivo, abbiamo deciso di chiamare un allenatore che conosca il Club, comprenda l’ambiente e sia in grado di motivare i giocatori. Claudio risponde a tutte queste caratteristiche e si è dimostrato molto entusiasta nell’accettare questa nuova sfida”.

È la seconda volta di Ranieri sulla panchina giallorossa, dopo i 18 mesi tra il 2009 e il 2011. In quell’occasione raggiunse il secondo posto, sfiorando lo Scudetto con un’incredibile rimonta.

“Sono felice di essere tornato a casa. Quando la Roma ti chiama è impossibile dirle di no”, ha dichiarato il nuovo tecnico giallorosso.

Dopo l’avventura nella Capitale, tra le squadre allenate da Ranieri ci sono state il Monaco, il Nantes, il Fulham e la nazionale greca, anche se il suo nome è indissolubilmente legato al capolavoro compiuto con il Leicester City con la vittoria della Premier League del 2016.

“Claudio non è solo un tifoso della Roma, nato e cresciuto nella Capitale, ma è uno degli allenatori più esperti nel mondo del calcio”, ha dichiarato il dirigente giallorosso Francesco Totti. “Ora abbiamo bisogno di mani esperte, in grado di guidarci tra le prime quattro per rigiocare la Champions League nella prossima stagione. Ci mancano dodici partite in campionato e dobbiamo vincerne il più possibile”.

Nato e cresciuto a Roma, Ranieri ha iniziato la sua carriera da giocatore nella Capitale con i giallorossi, registrando sei presenze negli Anni 70 come difensore.

Da allenatore, vanta un’esperienza di 30 anni tra Italia, Inghilterra, Spagna e Francia.

Noi di Abitarearoma come avevamo già fatto dopo il trionfo storico con il Leicester ci piace presentare il Mister con il brano del nostro compianto Alvaro Colombi, tratto dal suo libro (esaurito) I quartieri in giallorosso (Edizioni Cofine, Roma, 2009).

Il gentleman tornato dal freddo

La macelleria del signor Ranieri, conosciuto nel quartiere come “er sor Mario”, si trova in via Luca della Robbia, in pieno Testaccio, vicino alla storica trattoria di Felice. Uno dei due figli, Claudio, classe 1951, gioca a calcio nel “Dodicesimo Giallorosso”.
Claudio-RanieriDa qui alla Roma il passo è brevissimo ma la sua carriera di difensore laterale, a parte le sole sei partite in giallorosso, la spende quasi tutta lontano dai riflettori, in provincia: a Catanzaro, unico giocatore con quella maglia a disputare 128 partite in serie A, a Catania e a Palermo. Da allenatore, al contrario, riesce a calcare palcoscenici importanti, in Italia (Cagliari, Napoli, Fiorentina, Parma) e all’estero (Valencia, Atletico Madrid e  Chelsea).

Una domenica d’inverno di diversi anni fa, con l’aria di chi sta aspettando qualcuno, lo scorgo all’Olimpico davanti all’ingresso delle gradinate dei distinti, pochi minuti prima di Roma-Livorno. Penso subito che il Valencia, la squadra che allena, forse ha giocato il sabato. A parte questo e il fatto che, stranamente, passi così inosservato, non mi spiego perché non assista alla partita dalla tribuna. I suoi colleghi vi rinuncerebbero difficilmente. Gli passo vicino e lo saluto con un “salve”. Lui ricambia cordialmente.

Questo “ragazzo per bene, nobile e onesto”, come lo definisce la stampa inglese, si congeda dal Chelsea  senza aver vinto trofei ma con parecchie soddisfazioni. Non sono poca cosa, infatti, un secondo posto in Premier League e una semifinale di Champions, e il gran bel ricordo che lascia nei tifosi londinesi.

51JsB7ChHYL._SX331_BO1,204,203,200_La sua autobiografia Proud man walking, scritta a quattro mani con Massimo Marianella, ventimila copie vendute con ricavi interamente devoluti ad un ospedale londinese per bambini, racconta la sua esperienza di allenatore fino allo “Stamford Bridge”.

All’apice della sua carriera di tecnico, in seguito alle note vicende culminate nella retrocessione in serie B, Claudio Ranieri viene chiamato a risollevare le sorti della Juventus.

Osservo con compiacimento che dopo Cesare Romiti, incontrastato numero due della Fiat per diversi lustri, per rimettere a posto le cose nel settore calcio il gruppo Agnelli deve puntare su un altro romano “romanista”.  Una collaborazione all’apparenza solida, soprattutto dopo il ritorno in serie A, che si conclude però amaramente nel campionato 2008-2009, a due sole giornate dal termine, quando la società bianconera, con una decisione tanto inaspettata quanto estranea al suo famoso “stile” (esiste ancora?) esonera l’allenatore romano e affida la squadra a Ciro Ferrara.


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