Co-housing e case di semiautonomia per senza dimora, approvate linee guida

Mammì: “La casa è luogo di opportunità, puntiamo all’autonomia degli ospiti entro due anni”
Redazione - 11 Aprile 2020

La Giunta Capitolina ha recentemente approvato le linee guida per nuove forme di residenzialità in semi-autonomia e di co-housing per persone senza dimora. Il modello di coabitazione promosso dall’Amministrazione Capitolina mira al raggiungimento dell’autonomia degli ospiti, rappresentando per ciascuno non solo un ambiente di accoglienza ma anche di condivisione di compiti e impegni quotidiani, confronto emotivo ed esperienziale, senso di appartenenza a un gruppo e stimolo verso un percorso di progressivo recupero e integrazione sociale. Inoltre, questo modello determina una gestione meno onerosa rispetto alle strutture di accoglienza già attive per le persone senza dimora.

“La casa non rappresenta solo uno spazio fisico, ma anche e soprattutto un luogo di opportunità. La condivisione e il senso di appartenenza a una comunità, infatti, sono fattori molto potenti: stimolano i singoli in modo attivo, partecipe, influiscono sulla strutturazione dell’identità e possono rappresentare il motore che alimenta un desiderio di riscatto sociale e di valorizzazione delle proprie capacità e potenzialità. Nessuno deve rimanere indietro”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Veronica Mammì.

Il progetto si realizza infatti in una casa, confiscata alla criminalità organizzata o già appartenente al patrimonio di Roma Capitale, organizzata in maniera analoga a una situazione abitativa familiare, che accoglie un numero di persone adeguate agli spazi, anche con figli se presenti.

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Tutti gli ospiti sono coinvolti, supportati da figure professionali non conviventi ma presenti in modo regolare, nella conduzione e nella gestione della vita quotidiana. Parallelamente viene attivata una progettualità personalizzata per ciascuno. Con l’obiettivo, attraverso innanzitutto il reperimento di un lavoro, di arrivare gradualmente ed entro massimo due anni alla fuoriuscita dall’ospitalità temporanea e quindi alla piena autonomia.

L’iniziativa rientra nell’impegno dei Roma Capitale per la predisposizione di forme alternative di residenzialità, in cui la persona senza dimora, in condizione di estrema vulnerabilità e fragilità, sia soggetto attivo. Forme che favoriscano dunque l’ottenimento e il mantenimento dell’autonomia. Il modello di riferimento è quello innovativo dell’housing first, ovvero “prima la casa”, per il contrasto alla grave marginalità sociale, basato sull’inserimento di persone senza dimora in singoli appartamenti indipendenti, allo scopo di favorirne uno stato di benessere dignitoso e forme di reintegrazione sociale.

“Le persone che si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità sono al centro della nostra azione”, sottolinea Mammì. “I servizi di ‘bassa soglia’  – spiega l’assessore – che rispondono alle situazioni di emergenza, accoglienza e assistenza, sono una parte fondamentale dei nostri servizi ma non possono essere l’unica risposta. L’obiettivo finale deve essere infatti quello dell’emancipazione e del raggiungimento dell’autonomia da parte delle persone in difficoltà. In questo senso, l’approvazione delle linee guida per la realizzazione di forme di residenzialità in semi-autonomia e di cohousing per persone senza dimora rappresenta un risultato importante, che potenzierà questo processo fondamentale”.

 


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