

Lettera dell’Associazione “Cittadininsieme” del V Municipio
"Possiamo cominciare subito da due tronchi affioranti ancora dal marciapiede all’angolo tra Via Bardanzellu e Via Compagna – Liceo Croce, che sono il risultato di un taglio abusivo inesorabile di due alberi per far posto a due cartelloni pubblicitari che si spera siano abusivi, altrimenti darebbero nome e cognome all’ “imprenditore” che ha ordinato lo scempio del taglio. Qualche passo avanti, nello slargo del parco Aurora, scarico e travaso tra camion delle immondizie dell’AMA (che ama Roma).
Questa operazione, derivata dalla raccolta differenziata da qualche mese in atto nella zona, avrebbe dovuto durare un mese secondo l’ordinanza appesa sul luogo dai Vigili Urbani ma nulla in questa nostra città sembra più definitivo di una cosa provvisoria. Risultato: lo slargo risulta perennemente lordato da cartacce, porcherie, scoli e miasmi proprio a fianco ad un parco, un piccolo paradiso, curato dai condomini dell’Aurora 82 a proprie spese (circa 100 mila euro l’anno).
Qualche metro più avanti, lo stesso filare di alberelli, falciato due anni fa di altre due unità da uno zingaro ubriaco in vena di velocità e di grandi imprese. Risultato: gli alberelli ancora devono essere rimpiazzati. Sorvoliamo, si fa per dire, la parte di Via degli Alberini che va verso lo stabilimento dei marmi Ciocchetti. Solita porcheria in giro tanto pregressa che tra poco diventerà fossile, solito fetore risalente dalla marrana che si infogna nell’Aniene, squallore diffuso che accompagna i pochi cittadini temerari di Colli Aniene che tagliano a scorciatoia per la metropolitana di Ponte Mammolo.
Qui un abusivo (che tra qualche anno vanterà sostanziosi diritti) gode di ettari di terreno in cui pascolano una decina di capre, irreale paesaggio bucolico se non fosse per le solite cartacce, batterie scariche, rottami d’auto, avanzi di tappezzerie del vicino lavaggio automatico delle automobili. Questa strada ha visto per anni le scorribande di macchine di zingari accampati sul greto dell’Aniene, le risse tra clan rivali, il fumo della plastica bruciata, l’ordinario e taciuto sgomento degli abitanti del luogo.
Da più di un mese gli zingari non ci sono più, sgombrati in nome di una sicurezza e di una legalità da troppo tempo invocata. A rimpiazzare questi nella terra di conquista, dal maggio 2006 (ormai si va per i due anni) sono venuti alcuni giovani autodefinitisi “Centro sociale Decolliamo” ad occupare, ancora abusivamente, quattro piccoli stabili che avrebbero dovuto fungere da spogliatoi per il mai finito Centro sportivo polifunzionale di calcio di Via degli Alberini.
In nome di un “No al degrado” hanno giustificato la loro presenza come salvatori di un’area degradata non si sa da chi o da che se ancora doveva essere ultimata. Recentemente hanno imbrattato le stazioni della metropolitana con manifesti di richiamo celebranti le loro attività comprendenti: un bar, una palestra, una discoteca, (chi paga la corrente, chi paga le tasse?) un canile e via discorrendo.
Risultato: i vicini abitanti di Via Balabanoff, in particolare quelli il cui appartamento volge al nord, a ridosso del Centro sportivo, hanno perso la pace. Latrati e guaiti di cani per tutta la notte, alcune notti di fine-settimana passate in bianco (per notte si intende tutta la notte e anche un pezzo della mattina, ovvero anche fino alle otto di mattina) per l’incessante ed estenuante rumore a mitraglia di una batteria tecnologica da discoteca.
A nulla sono valse le chiamate ai Vigili Urbani, alla Polizia, ai Carabinieri, gli esposti e le denunce. Nella giornata del 28 gennaio è apparso un articolo ed è iniziata una raccolta di firme da inviare alla Procura della Repubblica per il ripristino della legalità e, guarda caso, nella notte tra il 28 e 29 gennaio una ignota spedizione punitiva, si è data da fare a spaccare vetri, stereo e altre suppellettili di una trentina di macchine degli abitanti di via Balabanoff (solo di quelli confinanti con il centro sportivo).
Così nel frattempo l’ansia e l’angoscia sono la poco consolante compagnia di quei cittadini di Via Balabanoff, fottuti borghesi, che si permettono di protestare perché l’indomani devono andare a lavorare."
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