

Lo scorso 6 gennaio le luci dell’anfiteatro Flavio si sono accese a sostegno del governo italiano per una moratoria universale contro la pena capitale
Al calar del sole dietro i colli capitolini le luci del Colosseo il 6 gennaio si sono accese, più luminose del solito. E la storia per un momento si è fermata qui, davanti all’illuminazione speciale dell’anfiteatro Flavio, quella riservata alle grandi occasioni o alle giuste cause. Così la Roma dei gladiatori lancia il suo monito contro la pena di morte, tornata sotto i riflettori nel bel mezzo del polverone mediatiaco sollevato nei giorni scorsi dall’esecuzione di Saddam Hussein in Iraq.
L’iniziativa, voluta dal Comune di Roma a sostegno dell’impegno del Governo italiano che ha proposto al Consiglio di sicurezza dell’Onu una moratoria universale contro la pena di morte, è anche un modo per esprimere piena solidarietà al leader radicale Marco Pannella, dimesso proprio sabato scorso dall’ospedale romano in cui era stato ricoverato per il digiuno iniziato dopo l’esecuzione del rais iracheno.
"Un segnale che vuole rappresentare una speranza e un auspicio – ha spiegato il sindaco di Roma Walter Veltroni – poiché abbiamo la tradizione di segnalare con un’illuminazione speciale del monumento simbolo della Capitale ogni passo in avanti verso l’abolizione della condanna a morte nel mondo. Anche questa volta Roma vuole esprimere in modo concreto la ferma contrarietà alla pena capitale e al rispetto dei diritti umani in ogni Paese. Da qualche anno questo è un posto simbolo di pace e riconciliazione”.
E il suo pensiero va a quando all’interno del Colosseo, nel 2002, alti dirigenti israeliani e palestinesi si sono stretti la mano e alle fiaccolate per l’11 settembre o a quelle dopo la strage di bambini nella scuola di Beslan che si sono concluse proprio lì davanti.
Da anni ormai il Colosseo viene illuminato ogni volta che uno Stato abolisce la pena capitale o quando questa viene commutata in ergastolo e allora l’auspicio di Enrico Pianetta, responsabile del dipartimento Diritti Umani di Forza Italia, è che “tutti i monumenti più importanti d’Italia vengano illuminati non solo contro la pena di morte ma per il rispetto dei diritti umani in tutto il mondo”.
Un’Epifania in senso lato dunque quella appena trascorsa, perché quel fascio di luci ha ‘ri-scoperto’ ciò che ogni società civile non dovrebbe aver bisogno di riscoprire.
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