

Le organizzazioni sindacali:"Non smetteremo di protestare, bisogna sciogliere ancora molti nodi"
A poche ore dall’annuncio della nuova chiusura, prevista per venerdì 28 giugno, di musei e aree archeologiche statali (compreso il Colosseo) il Ministero per i Beni Culturali ha annunciato lo sblocco dei fondi accessori per il personale.
La notizia arriva dopo l’appello del ministro Massimo Bray, che incitava il governo al “reperimento delle risorse necessarie per il pagamento degli stipendi”. Il Mibac ha risposto positivamente a questa richiesta acquisendo i pareri definitivi e favorevoli della Funzione Pubblica e della Ragioneria generale dello Stato per la ripartizione del fondo unico amministrazione 2013. Questo significa che saranno pagate le retribuzioni straordinarie arretrate da gennaio ad oggi, causa primaria delle agitazioni di questi giorni.
Nonostante la soddisfazione degli operatori e delle organizzazioni sindacali, in vista dell’incontro con il ministro Bray fissato per l’8 luglio, sembra che non ci sia alcuna intenzione di fare marcia indietro riguardo la manifestazione di venerdì 28 giugno. “Sono ancora diversi i punti da risolvere della nostra vertenza, dal blocco delle assunzioni all’accordo sui turni festivi”, fanno sapere dal coordinamento generale delle sigle sindacali che supportano i lavoratori.
L’incubo di operatori del turismo e turisti quindi sembra non voler cessare. “Chiudere il Colosseo a Roma è come se a Venezia si vietasse ai turisti di navigare nel Canal Grande” afferma Bernabò Bocca, presidente di Feralberghi. ”
Ad oggi è incalcolabile il danno d’immagine arrecato al nostro Paese – ha dichiarato Nando Filippetti di Confindustria Viaggi – dando credito all’opinione sbagliata di chi all’estero continua a ritenerci inaffidabili”.
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