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“Come si rapina una banca” il capolavoro comico di Samy Fayad

Al Teatro Nino Manfredi fino al 9 gennaio 2011

Non poteva che essere divertente lo spettacolo in scena per le festività di fine anno al Teatro Nino Manfredi di Ostia. Fino al 9 gennaio 2011 la sala di via dei Pallottini mette in scena “Come si rapina una banca” di Samy Fayad, una commedia travolgente fatta di suspense, humour e divertisement, ricca delle soprendenti trasfigurazioni delle magie pulcinellesche.

Samy Fayad, l’autore di “Come si rapina una banca”, ha centrato in pieno la fantasia, l’ironia, la filosofia del carattere partenopeo e con questo testo, scelto, diretto e interpretato dal direttore artistico del Teatro Nino Manfredi, Felice della Corte, consente al pubblico di trascorrere in allegria questo periodo natalizio. Lo spettacolo vede tra i protagonisti anche Marco Cavallaro nel ruolo di Paolo Perinelli, impettito direttore della banca nel mirino della famiglia Capace al completo e con tanto di figlia incinta e pronta a partorire nella camera di sicurezza. Da segnalare le efficaci interpretazioni di Filippo Velastro, Maria Ferrante, Stefania Graniero, Enzo Casertano e Sandra Caruso.

La pièce di Fayad è innanzi tutto uno spaccato per assurdo della napoletanità. Napoli ci sta per caso, perché molte scene, specialmente quella dove si svolge il primo atto, fanno pensare a panorami di abbandonate periferie di città, dove trovano rifugio e riparo vagabondi ed emarginati di talento. D’altra parte tutti i personaggi di “Come si rapina una banca” non hanno fatto centro nella vita perché, come dice Agostino, non possiedono un metro fatto di cento centimetri, ma ne hanno uno di novanta. Sono proprio quei dieci centimetri in meno a sbilanciare la loro condotta e a trattenerli ai margini di una società che li rigetta per la loro insistenza a voler essere.

Quello si Fayad è un teatro che si rivela essere frutto di un lavoro d’incastro di incredibile perfezione, come la vita che non spreca nulla. Caso, imbroglio e intreccio sono alla base delle vicende e lo sono in maniera crudele nella vita della famiglia Capece, che vive nella più squallida miseria e sopravvive in una baracca nelle vicinanze del cimitero. Agostino Capece è un improvvisato e poco attendibile inventore, fermamente convinto che il proprio genio risolleverà le sorti della sua famiglia in miseria. Regina, la moglie, è una donna concreta, alle prese con la guerra quotidiana della vita. Poi ci sono il nonno Gaspare, papà di Agostino, e i figli Tonino, disoccupato, e Giuliana, incinta e senza marito. Precipitano su di loro due eventi: l’arrivo della incontenibile vedova Altavilla e la folle idea di rapinare una banca avuta da Tonino e Agostino che dovrebbe essere la soluzione dei loro problemi. La rapina, l’attuazione di uno stravolgimento del corso degli eventi, sembra portare al raggiungimento della tanto agognata felicità. Ma, attraverso un finale a sorpresa carico di suspense e di humour, la famiglia Capece raggiungerà per altre vie quella tranquillità che nella vita non viene mai negata ai giusti e agli onesti.

Per ulteriori informazioni: http://www.teatroninomanfredi.it

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