

Ecco i dati del XV del dipartimento del Comune di Roma
In Italia come nel mondo si parla di crisi, di prezzi alle stelle e di aziende che falliscono o che sono costrette ad aumentare o a diminuire il costo dei beni che offrono ai consumatori.
E a Roma che succede? Ce lo illustrano i grafici del XV dipartimento del Comune di Roma, quello che si occupa anche di statistiche e censimenti.
Intanto A Roma non c’è stata quella grossa impennata dei prezzi che da aprile 2008 ha interessato in generale tutta la penisola. Solo a novembre 2008, quando in Italia i prezzi sono leggermente scesi, i due andamenti, quello della capitale e quello nazionale, si sono parificati di nuovo.
A gennaio 2009 a Roma i prezzi continuano a scendere, con una variazione del -0,2% rispetto al mese precedente, ma nel corso del 2008 sono comunque aumentati del +1,8%.
Con + 5,9% abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili è il settore dove i rincari, espressi secondo variazioni tendenziali, si fanno più sensibili: in particolare sono gli affitti reali (+5,3%) e la riparazione di mobili, gli arredamenti e i rivestimenti dei pavimenti(+ 3,4%), le mense (+7,3%) e il canone TV (+2,9%) a contribuire maggiormente alla crescita dei costi nel settore.
Con +4,7% al secondo posto sono i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, mentre le bevande alcoliche e i tabacchi con +3,1% si collocano in terza posizione.
Tutti i romani, soprattutto le famiglie, hanno dovuti fare i conti con gli aumenti delle spese per i beni irrinunciabili, come il pane (+8,9%) e la frutta (+9,7%); l’istruzione primaria è a +5,9% e la scuola dell’infanzia a +3,9%, mentre i prezzi dei vestiti, degli apparecchi di telecomunicazione e dei trasporti sono addirittura scesi.
Con -9,4% dei trasporti aerei, -8,2% degli alberghi e degli altri servizi di alloggio e -7,1% dei pacchetti vacanze tutto compreso, sono i viaggiatori che hanno potuto risparmiare un po’.
Altri settori che hanno diminuito i prezzi sono: le apparecchiature e il materiale telefonico (-18,6%), i combustibili liquidi (-16,5%), i carburanti e i lubrificanti (-15,7%) e gli apparecchi fotografici (-11,0%).
Eccezioni rimangono oreficeria ed orologeria con +9,8% e i trasporti marittimi a +9,5%.
In Italia come nel mondo si parla di crisi, di prezzi alle stelle e di aziende che falliscono o che sono costrette ad aumentare o a diminuire il costo dei beni che offrono ai consumatori.
E a Roma che succede? Ce lo illustrano i grafici del XV dipartimento del Comune di Roma, quello che si occupa anche di statistiche e censimenti.
Intanto A Roma non c’è stata quella grossa impennata dei prezzi che da aprile 2008 ha interessato in generale tutta la penisola. Solo a novembre 2008, quando in Italia i prezzi sono leggermente scesi, i due andamenti, quello della capitale e quello nazionale, si sono parificati di nuovo.
A gennaio 2009 a Roma i prezzi continuano a scendere, con una variazione del -0,2% rispetto al mese precedente, ma nel corso del 2008 sono comunque aumentati del +1,8%.
Con + 5,9% abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili è il settore dove i rincari, espressi secondo variazioni tendenziali, si fanno più sensibili: in particolare sono gli affitti reali (+5,3%) e la riparazione di mobili, gli arredamenti e i rivestimenti dei pavimenti(+ 3,4%), le mense (+7,3%) e il canone TV (+2,9%) a contribuire maggiormente alla crescita dei costi nel settore.
Con +4,7% al secondo posto sono i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, mentre le bevande alcoliche e i tabacchi con +3,1% si collocano in terza posizione.
Tutti i romani, soprattutto le famiglie, hanno dovuti fare i conti con gli aumenti delle spese per i beni irrinunciabili, come il pane (+8,9%) e la frutta (+9,7%); l’istruzione primaria è a +5,9% e la scuola dell’infanzia a +3,9%, mentre i prezzi dei vestiti, degli apparecchi di telecomunicazione e dei trasporti sono addirittura scesi.
Con -9,4% dei trasporti aerei, -8,2% degli alberghi e degli altri servizi di alloggio e -7,1% dei pacchetti vacanze tutto compreso, sono i viaggiatori che hanno potuto risparmiare un po’.
Altri settori che hanno diminuito i prezzi sono: le apparecchiature e il materiale telefonico (-18,6%), i combustibili liquidi (-16,5%), i carburanti e i lubrificanti (-15,7%) e gli apparecchi fotografici (-11,0%).
Eccezioni rimangono oreficeria ed orologeria con +9,8% e i trasporti marittimi a +9,5%.
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