

Il piano per la coalizione: intesa siglata con Italia Viva, asse aperto con Azione ma restano i nodi su centro storico e affitti brevi
A trecentosessantacinque giorni dal traguardo elettorale che ridisegnerà gli equilibri politici di Palazzo Senatorio, Roberto Gualtieri sceglie di indossare la felpa dell’amministratore e di ignorare i primi sussulti della campagna elettorale.
Il sindaco di Roma, intervistato dall’Adnkronos, si mostra sereno e impermeabile ai rumors e alle grandi manovre delle opposizioni, preferendo blindare l’azione della sua giunta piuttosto che farsi trascinare nel ring della polemica politica.
Nessuna battuta o affondo sui possibili candidati che il centrodestra metterà in campo per contendergli la guida della città: il primo cittadino lascia che il dibattito interno alle minoranze faccia il suo corso, forte della convinzione che a parlare per lui, al momento del voto, sarà il bilancio dei cantieri e delle riforme avviate durante il mandato.
La vera strategia di Gualtieri si concentra invece sulla costruzione della corazzata politica con cui presentarsi agli elettori.
Il sindaco ha infatti rilanciato la necessità di una coalizione fortemente inclusiva, capace di sfondare i confini tradizionali del centrosinistra per abbracciare l’associazionismo, i movimenti civici e le espressioni più vive della società civile romana.
L’orizzonte disegnato dal primo cittadino punta a superare le classiche geometrie delle segreterie di partito.
L’obiettivo dichiarato è quello di federare attorno al programma di governo non solo i simboli politici storici, ma anche i mondi delle professioni, della cultura, dell’economia e del terzo settore che hanno interesse a dare continuità alla profonda trasformazione urbanistica ed economica che sta attraversando la Capitale.
Nelle intenzioni del sindaco, il concetto di “campo largo” deve smettere di essere un mero accordo tra sigle per trasformarsi in una piattaforma di partecipazione civica e di competenze esterne.

In questo scacchiere, il posizionamento delle forze centriste e riformiste rappresenta il termometro più delicato delle prossime mosse.
Se sul versante renziano i giochi sono fatti — con Italia Viva che ha già formalizzato il proprio sostegno organico all’attuale maggioranza di centrosinistra — la partita resta aperta e ricca di sfumature con i calendiani.
Gualtieri ha confermato l’esistenza di un confronto aperto e cordiale con Azione, ammettendo tuttavia che sul percorso non mancano distanze ed elementi di frizione.
Negli ultimi mesi, infatti, il partito di Carlo Calenda ha espresso forti distinguo e aspre critiche su alcuni dei dossier più sensibili gestiti dall’amministrazione, a partire dalle politiche di tutela e decoro del Centro Storico fino alla spinosa regolamentazione del fenomeno degli affitti brevi che sta svuotando i rioni storici.
Mentre il Movimento 5 Stelle continua a muoversi su binari autonomi e con tempistiche ancora indecifrabili, Gualtieri accelera le manovre di avvicinamento con i moderati per blindare un fronte riformista solido ed evitare frammentazioni premature.
La corsa per il Campidoglio è formalmente ancora lontana dal vivo, ma la rete delle alleanze è già in costruzione. E il sindaco la vuole più ampia possibile.
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