

Uno dei punti chiave della riforma riguarda il superamento dei vecchi criteri automatici. Viene eliminato il meccanismo che faceva scattare controlli approfonditi in base al volume degli immobili o a logiche casuali
Roma prova a voltare pagina su uno dei dossier più ingombranti dell’urbanistica capitolina. Con il via libera dell’Assemblea, cambia il regolamento per la gestione delle pratiche di condono: una riforma che promette di sbloccare migliaia di richieste ferme da anni e di ridurre drasticamente i tempi della burocrazia.
Il provvedimento, firmato dall’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia, segna un cambio di rotta netto: meno controlli a campione e più verifiche mirate, con l’obiettivo di rendere il sistema più rapido senza rinunciare alle garanzie.
Uno dei punti chiave della riforma riguarda il superamento dei vecchi criteri automatici. Viene eliminato il meccanismo che faceva scattare controlli approfonditi in base al volume degli immobili o a logiche casuali.
D’ora in avanti, le verifiche più complesse saranno concentrate sui casi realmente sensibili: immobili in aree vincolate o pratiche che presentano criticità evidenti. Un cambio di approccio che punta a spostare l’attenzione dagli automatismi alla sostanza.
La riforma interviene anche sulle tempistiche, da sempre uno dei principali ostacoli per cittadini e professionisti. Grazie anche al potenziamento degli strumenti digitali, oltre la metà delle pratiche potrà essere definita in circa 60 giorni, mentre per quelle più articolate i tempi massimi scendono a quattro mesi.
Un’accelerazione significativa rispetto al passato, quando le procedure potevano trascinarsi per anni, con effetti diretti sul mercato immobiliare e sulla possibilità di vendere o regolarizzare un immobile.
Tra le novità più attese c’è l’introduzione di una certificazione ufficiale del silenzio assenso. Un documento che attesta la conclusione positiva della pratica in assenza di risposta dell’amministrazione, offrendo maggiore certezza giuridica a proprietari e acquirenti.
Una misura destinata a incidere soprattutto nelle compravendite, dove la presenza di condoni non definiti rappresentava spesso un ostacolo.
La riforma arriva dopo anni di criticità. I dati più recenti hanno mostrato un sistema appesantito da verifiche ripetitive e poco efficaci, che finivano per rallentare l’intero iter senza reali benefici.
Secondo Roma Capitale, l’obiettivo è ora concentrare le risorse sui casi più rilevanti, alleggerendo il carico sugli uffici e restituendo risposte più rapide ai cittadini.
Una scommessa che punta a ricostruire fiducia tra amministrazione e professionisti, trasformando una delle procedure più complesse in un percorso finalmente più chiaro e prevedibile.
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