

I Fatti e i Misfatti di giugno 2010 (IV) di Mario Relandini
Consiglieri super(pagati)
"I consiglieri regionali calabresi – è emerso da una inchiesta – guadagnano, al netto di alcune indennità, 11.316 euro al mese".
Sembra che il Presidente brasiliano Lula, il Presidente francese Sarkozy e il Presidente spagnolo Zapatero, venuti a conoscenza del fatto, abbiano avviato le pratiche per presentarsi alle prossime regionali in Calabria. Il Presidente Lula, infatti, non arriva neppure a tremila euro al mese, il Presidente Sarkozy ne spunta appena 6.714 e il Presidente Zapatero (il più ricco) arriva addirittura a 7.269.
Venti di guerra
"Il muro contro muro sulle intercettazioni – ha promesso il vicesegretario pd Enrico Letta – sarà durissimo: sarà un Vietnam". "Contro questa legge – si è indignato lo scrittore Antonio Tabucchi – serve l’intervento armato dell’ Europa". "Noi – ha minacciato Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti – siamo pronti alla disobbedienza civile".
"Questa politica non va bene in generale – ha detto, al "meeting" dei giovani industriali, Luca Cordero di Montezemolo – occorre salire sul ring".
Quale, di fronte a questi venti di guerra, l’atteggiamento del Governo? Avanti tutta, intrepidamente, in nome di Dio e della Patria. E non a caso, magari, proprio in questi giorni sono stati confermate per il Ministero della Difesa, di qui al 2026, spese per 29 miliardi di euro. E cioè, prudentemente, cinque volte di più della manovra appena messa a punto dal Ministro Tremonti.
L’economia? Fatela voi
"Vittorio Grilli guadagna circa 520 mila euro l’anno – ha rivelato "Il Giornale" – Mario Conzio 516 mila, Giuseppina Biffi 273 mila, Fabrizio Lapecorella 245 mila e Silvana Amadori 192 mila".
Ma Vittorio Grilli, Mario Conzio, Giuseppina Biffi, Fabrizio Lapecorella e Silvana Amadori sono "manager" privati e, quindi, buon pro faccia loro e a chi li paga? Assolutamente no: sono dirigenti dello Stato pagati dai contribuenti. Dirigenti, per l’esattezza, del Ministero dell’Economia. Quello che, in tempi di crisi, dovrebbe porsi come un naturale esempio, perlomeno, di morigeratezza. E dirigenti, magari, che hanno contribuito a mettere a punto i tagli e i sacrifici a carico di quanti, per guadagnare come loro in un anno, di anni ne devono lavorare da venti a trenta. Anche questa, bellezza, è l’Italia.
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