Contro l’intromissione del Dipartimento politiche sociali nella gestione dei Centri Anziani

I presidenti dei Centri del V Municipio chiedono il rispetto del Regolamento. A rischio numerose attività svolte: gite culturali, eventi intergenerazionali, corsi di informatica gratuiti ...
Alessandro Moriconi - 20 Dicembre 2018

Nella mattina di ieri, 19 dicembre 2018, come preannunciato, i presidenti dei Centri Anziani del Municipio Roma V si sono riuniti presso il Centro Luigi Petroselli, al Quarticciolo. Alla riunione è intervenuto anche il consigliere comunale e vice presidente dell’Aula Francesco Figliomeni.

Al centro della Riunione la discussione sull’intromissione del Dipartimento alle Politiche Sociali in merito al Bando della Regione Lazio che destina complessivamente un milione di euro per la realizzazione di progetti decisi dagli iscritti ai Centri, cosa peraltro prevista dal vigente regolamento che regola la vita democratica e la partecipazione degli iscritti alla loro gestione.

Un’intromissione ancor più grave perché rischia di impedire, per mancanza di fondi, molte delle attività che i Centri Anziani svolgono nel corso dell’anno.

I pochi giorni a disposizione

Il Bando della Regione, pubblicato sul BUR il 29 novembre 2018, aveva la scadenza del 10 dicembre per la presentazione dei progetti: pochissimi, quindi, i giorni (5 giorni lavorativi) a disposizione degli eletti nei CdG (Comitati di Gestione) per elaborarli. Una difficoltà però che dai Centri è stata superata con un lavoro molto impegnativo.

Molti Centri Anziani non hanno neppure saputo del Bando e quindi, come ha sottolineato il Coordinatore Municipale Umberto De Felice, molti Comuni consegneranno i progetti in ritardo incorrendo nell’esclusione.

Tuttavia i Centri Anziani del Municipio Roma V sono riusciti a preparare i progetti richiesti e a chiudere il 6 dicembre, ben quattro giorni prima.

L'”arbitrario” progetto del Dipartimento

Il giorno stesso, di buon ora, il Coordinatore De Felice si recava presso il Servizio Politiche Sociali per consegnare i progetti da inoltrare alla Regione, progetti che però non venivano accettati con la motivazione che il Dipartimento alle Politiche Sociali del Comune di Roma presenterà un proprio progetto, immediatamente definito dal Coordinamento dei Centri Anziani, arbitrario e in contrasto con il regolamento vigente.

Via le gite culturali, via gli eventi che avrebbero coinvolto i giovani del territorio, via le visite guidate di nonni e nipoti alla scoperta delle bellezze di Roma, via i corsi di informatica e tanto altro ancora… al loro posto il Dipartimento ha deciso, condividendo la cosa con gli Assessori alle Politiche Sociali dei Municipi (pochissimi sui 15 chi non era d’accordo) l’acquisto di defibrillatori da destinare ai Centri unitamente ovvio, ai corsi abilitanti per l’utilizzo e le manovre in assoluta sicurezza della preziosa “macchina salvavita”.

Un pacchetto defibrillatore + corso: euro 5 mila

Centinaia di defibrillatori e corsi in pacchetti dal costo di ben 5.000 euro cadauno. Il vicepresidente Figliomeni, che della cardioprotezione nei locali pubblici, nelle scuole, nei campi di calcio e in tutti i luoghi ove si pratica sport, ne ha fatto una ragione di vita (estensore tra l’altro della Delibera per una Roma Cardioprotetta, votata all‘unanimità) a sentire 5.000 euro è letteralmente saltato sulla sedia.

“Purtroppo il Dipartimento sta tentando di fare carta straccia di un regolamento che al contrario deve essere rispettato e semmai migliorato – ha detto Figliomeni – e già domani mi muoverò nelle sedi deputate per impedire, intanto, questa prevaricazione e non rispetto del regolamento che mortificherebbe la partecipazione e il lavoro di centinaia di anziani eletti nella gestione dei Centri!”


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