Municipi: | Quartiere:

Corteo cittadino di protesta a Centocelle

Il 18 ottobre ore 15 a piazza delle Camelie. "Basta sfratti e sgomberi, riprendiamoci la città", le parole d'ordine 

Il 18 ottobre alle ore 15 a piazza delle Camelie corteo cittadino di protesta. “Basta sfratti e sgomberi, riprendiamoci la città”, le parole d’ordine

Il 18 ottobre in tantissime città europee i movimenti, le reti, le realtà sociali scenderanno in piazza con le parole d’ordine “Stop evictions, take the city!” per denunciare “le politiche neoliberiste di privatizzazione dei servizi e dei beni comuni, dall’acqua al suolo, dalla sanità al trasporto, dall’istruzione alla cultura, la vendita del patrimonio pubblico, lo sfruttamento dei territori”.

“Significativa in questo senso – dichiarano gli organizzatori – l’esperienza maturata a Centocelle, una delle tante ormai ex- periferie in cui i disegni di valorizzazione stanno scatenando forti processi di gentrificazione che si traducono nell’aumento degli affitti e nella negazione di spazi pubblici, in piazze chiuse e occupate da anni dai cantieri della metro C, la cui apertura peraltro continua a essere posticipata. I rapporti sociali vengono così frammentati non solo dalla crisi ma anche dalle politiche urbane. Proprio a partire da Centocelle vogliamo costruire il 18 ottobre una mobilitazione cittadina che metta in connessione realtà e spazi di movimento, reti antisfratto e comunità migranti. Una giornata in grado di comunicare con forza i percorsi e gli intrecci possibili dentro territori resistenti, meticci e solidali”.

“Politiche di austerità – proseguono gli organizzatori – che precarizzano e impoveriscono le vite di milioni di persone, a cui si chiede di pagare il costo della crisi, mentre gli interessi economici privati e la rendita mettono a profitto le città, con progetti speculativi legati al cemento e ad attività economiche e commerciali che stanno cambiando le relazioni e i volti di molti quartieri. Un modello devastante contenuto nei provvedimenti del governo Renzi in tema di casa e lavoro, che sanciscono il “modello Expo” come paradigma del nostro futuro e che si sta dotando di diversi strumenti per impedire un’opposizione a tutto questo. A Roma, in una città commissariata dal governo e tenuta sotto scacco dai signori del mattone e dal business delle tante emergenze strutturali, l’amministrazione Marino ha consegnato al Prefetto e alla Procura la gestione delle questioni sociali. Da diversi mesi è in atto un attacco diretto alle esperienze di autorganizzazione, attraverso gli sgomberi di occupazioni abitative e di spazi sociali e culturali liberi e indipendenti, con il distacco delle utenze, con l’art. 5 di Lupi che nega la residenza, l’acqua e la luce a chi vive in una casa occupata, con l’esecuzione di sfratti attraverso l’uso di gas lacrimogeni, con misure cautelari a danno di diversi attivisti. Un tentativo di normalizzazione che passa attraverso la retorica della legalità e che si traduce in un maggiore controllo dei territori. La stessa ricetta che viene sbandierata nelle periferie dove si addensano tensioni dovute a un disagio quotidiano legato alla negazione di diritti e all’assenza di servizi, e che rischiano come a Corcolle o Torpignattara di essere strumentalizzate da chi ha precisi interessi a fomentare razzismo e guerra tra poveri. Eppure c’è un tessuto sociale che si organizza nei territori in molteplici forme e che si riprende pezzi di città, sottraendo spazi alla rendita e praticando relazioni di mutuo soccorso. Unico anticorpo credibile al razzismo e al fascismo, contro questa opzione basata sul saccheggio delle risorse e delle nostre vite”.

 

 

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento