

Continua la mobilitazione dell’Unione dei Comitati
Per molti romani, stanchi degli endemici problemi causati dall’inefficiente gestione del ciclo dei rifiuti, il termovalorizzatore di Santa Palomba appare come l’unica soluzione per mettere fine alla annosa questione. “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, verrebbe da dire.
Ma gli abitanti dei territori limitrofi a Santa Palomba non la pensano così e, nel loro comunicato, scrivono: “Non è stato casuale aver deciso di realizzare nell’ultimo fazzoletto del Comune di Roma l’inceneritore così da scaricare tutto il problema dei rifiuti romani nell’estrema periferia colpendo tutti i Castelli Romani (Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Marino e altri), i comuni della Litoranea (Pomezia, Ardea, ecc.) e la periferia sud-est di Roma, principalmente il Municipio IX, ma anche il Municipio VII, arrivando le emissioni a chilometri di distanza”.
Continua quindi la mobilitazione dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore di Santa Palomba. Nella serata di martedì 29 luglio 2025 c’è stato un corteo pubblico al quale, secondo quanto comunicato dagli organizzatori, hanno partecipato più di mille persone, che dal sito ubicato al km 23,600 della Via Ardeatina sono salite sino alla prevista chiusura di Via della Cancelliera per fare poi ritorno al sito di partenza.
Le ragioni della opposizione dei comitati alla realizzazione dell’inceneritore sono note https://abitarearoma.it/inceneritore-a-roma-e-scontro-aperto-comitati-pronti-alla-battaglia/ . “Il mega impianto – denunciano – brucerà 600 mila tonnellate di rifiuti tal quale (tutto quello che si trova nei cassonetti romani), per 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, per i prossimi trent’anni e oltre. Fino al 2060!
Un mega impianto con emissioni tossiche, pericolose per la salute di tutti, figli e nipoti specialmente e anche di quelli che nasceranno.” Leggendo il comunicato non è possibile non ricordare quanto scriveva il medico del lavoro Luigi Mara, noto esponente di Medicina Democratica che ha animato lotte significative contro le fabbriche inquinanti, nella bella presentazione del fondamentale libro di Marino Ruzzenenti “L’Italia sotto i rifiuti”: «…L’inceneritore per rifiuti è un impianto fortemente inquinante classificato tra le industrie insalubri di prima classe, che causa rilevanti impatti sanitari e ambientali». E più avanti: «…Anche un impianto tecnologicamente avanzato provoca ugualmente un inquinamento ambientale di rilevante magnitudo».
In una recente intervista, Paul Connet, celebre professore ambientalista e teorico della società Rifiuti Zero, ha sostenuto che l’inceneritore voluto dalla giunta Gualtieri rallenterà la transizione verso l’economia circolare e sprecherà risorse pubbliche e materiali (https://economiacircolare.com/paul-connett-inceneritore-di-roma/ ).
L’Unione dei Comitati contro l’inceneritore ha presentato al Parlamento Europeo una petizione sostenuta da oltre 13 mila firme raccolte tra cittadini, comitati e associazioni preoccupate per l’impatto ambientale dell’impianto.
Bogdan Rzonjca, presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, ha recentemente inviato una lettera al Sindaco Gualtieri con cui sono stateespresse preoccupazioni – specie per i potenziali rischi ambientali e sanitari – e chiesti chiarimenti sull’opera (https://abitarearoma.it/bruxelles-scrive-al-campidoglio-il-termovalorizzatore-finisce-nel-mirino-delleuropa/ ).
Il Comitato NO Inceneritore, nei giorni scorsi, ha informato di aver sporto presso la Stazione dei Carabinieri del Divino Amore denuncia querela per la distruzione completa della vegetazione ripariale del fosso della Cancelliera in relazione alla asserita violazione delle norme in materia ambientale e di tutela del patrimonio paesaggistico e culturale.
L’ approvazione all’unanimità della delibera comunale a Pomezia sull’applicazione della legge 13/2019 per elevata concentrazione di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR) è stata l’occasione di un’assemblea pubblica tenutasi il 14 luglio scorso a Santa Maria delle Mole per chiedere l’istituzione di un’area ad elevato rischio ambientale, assemblea promossa dall’Unione dei Comitati e patrocinata dal Comune di Marino con il Sindaco, Stefano Cecchi, che ha ospitato l’iniziativa coinvolgendo gli altri Sindaci colpiti dal mega inceneritore.
Ogni alle 18:30, informano i Comitati, sarà attivo anche ad Agosto un presidio davanti al sito di Via Ardeatina km 23,600 per raccogliere le firme per la nuova petizione che chiede di revocare il potere di ordinanza in deroga stabilito all’articolo 13, comma 2 del decreto legge n. 50/2022 recante “Gestione dei rifiuti a Roma e altre misure per il Giubileo della Chiesa cattolica per il 2025” laddove si stabilisce che “il Commissario straordinario, ove necessario, può provvedere a mezzo di ordinanza, sentita la regione Lazio, in deroga a ogni disposizione di legge diversa da quella penale”.
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