

Il taglio del nastro è fissato per il 4 giugno 2025. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. “Non vogliamo più parlare di progetti, ma mostrare cantieri e risultati concreti”
Sotto la lunga ombra del “Serpentone”, quel monolite di cemento che da cinquant’anni domina l’orizzonte del quadrante sud-ovest di Roma, batte un cuore nuovo. È la piazza ai piedi del palazzo più iconico e controverso della Capitale.
Non solo una spianata di cemento, ma uno spazio pensato per vivere: aree giochi per i più piccoli, un playground con canestro da basket, tavolini e sedute in pietra dove anziani e giovani possono incontrarsi, parlare, riconoscersi.
È un segno tangibile del cambiamento che Corviale sta lentamente vivendo. Dopo anni di abbandono, occupazioni e degrado, qualcosa si muove davvero.
“Stiamo scrivendo una nuova pagina della storia di Corviale“, ha dichiarato con convinzione l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia. “Non vogliamo più parlare di progetti, ma mostrare cantieri e risultati concreti”.
La piazza, il cui taglio del nastro è fissato per il 4 giugno, è solo una delle tessere del mosaico più ampio del Piano Urbano Integrato, che sta portando nel quartiere un investimento complessivo di quasi 50 milioni di euro.
Risorse che stanno finanziando non solo nuovi spazi pubblici, ma anche interventi su trasporti, edilizia sportiva e, soprattutto, sul rilancio culturale del quartiere.

A pochi passi dal nuovo spazio pubblico, in via Maroi, i lavori procedono per il palazzetto dello sport: atteso da vent’anni, sarà un impianto polifunzionale da 700 posti, pronto ad accogliere pallavolo, basket, arti marziali, ginnastica e sport rotellistici.
Intanto, il nuovo capolinea Atac collega in modo più rapido Corviale alla stazione Piramide, abbattendo il senso di isolamento che ha per anni afflitto gli abitanti.
Ma la vera rivoluzione potrebbe arrivare dall’università. Il Dipartimento di Architettura di Roma Tre è pronto a prendere in gestione alcuni spazi all’interno del Serpentone.
“Questo porterà un cambio di vocazione al quartiere”, ha spiegato Veloccia. “Non sarà più solo un luogo di edilizia popolare, ma anche un polo della conoscenza, dove si fa ricerca e si formano le nuove generazioni”. Conclude.
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