

Una guida pratica su permessi, normative e fattori che influenzano il prezzo per affrontare una ristrutturazione senza intoppi
Avviare un lavoro di ristrutturazione non è mai semplicissimo. Questo non tanto dal lato pratico della faccenda, ma da quello burocratico. Sono infatti diverse le normative da conoscere per evitare di incorrere in sanzioni amministrative, soprattutto in città dall’importante patrimonio artistico e architettonico come Roma.
Oltre ai permessi necessari, non è da sottovalutare anche il fattore economico, che varia di lavoro in lavoro. Vediamo allora quali sono i costi per una ristrutturazione a Roma e quali le normative da conoscere e i documenti necessari da presentare in comune.
Non si può dire quali saranno i costi di una ristrutturazione a Roma senza aver considerato a monte i due fattori principali che possono veder lievitare o meno i prezzi. Oltre a essere una variabile che può cambiare di impresa in impresa, la spesa da affrontare cambia anche in base:

Si potrebbe infatti dover ricorrere a una ristrutturazione parziale o totale, ed entrambi gli interventi richiedono lavori differenti e quindi costi diversi.
Il prezzo di una ristrutturazione a Roma dipende anche dai metri quadri su cui si dovrà lavorare.
Parlando in numeri, si potrebbe indicativamente tenere conto di queste cifre:
In caso di ristrutturazione totale, bisogna considerare tutte quelle operazioni necessarie per poter ricostruire ex novo un’abitazione. In questo caso, a incidere sono i costi di demolizione e rifacimento.
Bisognerà infatti rimuovere la vecchia copertura e mettere in posa la nuova pavimentazione, nonché predisporre la nuova divisione dell’appartamento in base alle proprie esigenze, processo che può essere agevolato facendosi aiutare da un buon interior designer di Roma e provincia. Questa figura darà anche indicazioni sui lavori di tinteggiatura delle pareti e di organizzazione di tutti gli spazi, dalla cucina al bagno, passando per camere da letto e soggiorno.

A questi lavori, bisogna poi aggiungere, tra le tante altre cose:
Come comportarsi nel caso di ristrutturazione di edifici storici? In questo caso è bene informarsi sulle normative specifiche ed entrare in possesso dei permessi per poter portare avanti i lavori.
Città come Roma, infatti, devono per forza di cose tutelare il proprio patrimonio, per cui è fondamentale consultare la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per avere una panoramica sulle linee guida e conoscere quali interventi sono fattibili e quali permessi servono.
Prima di iniziare qualsiasi progetto di ristrutturazione, è bene procurarsi tutta la documentazione necessaria.
Tra i documenti da avere troviamo:
Tra quelli da presentare per poter iniziare i lavori, invece, ci sono:
La CILA si presenta in comune quando si tratta di interventi di manutenzione straordinaria. Potrebbero far parte di questa categoria lavori come l’apertura di porte interne o la creazione di un controsoffitto in cartongesso.
La CIL, invece, potrebbe essere necessaria per i lavori di manutenzione ordinaria, come la tinteggiatura delle pareti o l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici.
In caso di modifiche strutturali dell’edificio, come il rifacimento del tetto o la creazione di nuovi balconi, serve poi la SCIA, mentre in caso di modifiche alla volumetria bisognerà presentare in comune il permesso di costruire.
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