

Mancini espulso dopo 13 minuti, i giallorossi resistono e rimontano lo svantaggio con un colpo di testa del giovane polacco
La Roma, ridotta ai minimi termini, pareggia 1-1 ad Atene e dimostra ancora una volta un carattere enorme, centrando la qualificazione diretta agli ottavi di Europa League senza passare dai play-off.
Gasperini arriva in Grecia con i resti della squadra, con l’obiettivo di entrare nelle prime otto ed evitare lo spareggio.
Tra infortunati di lungo corso e dell’ultima ora (Dybala su tutti) e nuovi acquisti non ancora schierabili, la Roma si presenta con un solo attaccante di ruolo, Soulé.
Il tecnico è così costretto a inventarsi un 3-4-3: Gollini in porta (turno di riposo per Svilar), Ghilardi, Mancini e Ziolkowski in difesa; Celik, Cristante, El Aynaoui e Tsimikas a centrocampo; davanti l’inedito trio Soulé, Pellegrini e Pisilli.
La Roma parte fortissimo. Dopo un minuto Tsimikas va vicino al gol con un bel tiro, ben parato dal portiere greco.
Al 7’ arriva un’enorme occasione: il portiere del Panathinaikos sbaglia l’appoggio e serve involontariamente Soulé, che però si incarta e calcia addosso ai difensori; sulla ribattuta Pellegrini trova un’altra chiusura provvidenziale.
Quattro minuti più tardi è Ziolkowski, di testa su punizione di Pellegrini, ad andare vicino al vantaggio.
Al 13’ l’episodio che cambia la partita. Su un rilancio del portiere, Mancini sbaglia la marcatura sul centravanti avversario lanciato a rete e lo ferma con una mano sulla spalla.
L’arbitro concede la punizione e ammonisce il difensore, ma il VAR interviene e trasforma il giallo nel giusto cartellino rosso. La Roma resta così in dieci per oltre 80 minuti, recupero compreso.
Cristante arretra al centro della difesa e la squadra si sistema in un 3-4-2 di puro contenimento. Il Panathinaikos, però, si dimostra poca cosa e la Roma controlla senza affanni nonostante il possesso palla sia dei greci.
L’unico vero brivido arriva al 38’, con un tiro da fuori area che colpisce la traversa a Gollini battuto. All’intervallo, il portiere giallorosso ha ancora i guanti praticamente puliti.
A inizio ripresa entra Ndicka per Soulé: la Roma gioca tutta la seconda parte del match senza un attaccante di ruolo, con Pellegrini e Pisilli a fare i guastatori offensivi. Per dieci minuti non succede nulla, poi un bel tiro da fuori di Celik anticipa il gol del vantaggio greco.
Su un ennesimo lancio lungo, Ghilardi – impeccabile fino a quel momento – appoggia debolmente di testa all’indietro senza accorgersi della presenza di Taborda, che da posizione defilata batte Gollini.
A quel punto, pareggiare in dieci e senza attaccanti sembra un’impresa da scalare l’Everest, ma la Roma deve provarci: con gli altri risultati sarebbe nona e costretta ai play-off. Gasperini cambia inserendo Wesley e Rensch (impiegato addirittura da attaccante) per Celik e Cristante.
Pochi secondi dopo, su un contropiede, Rensch si ritrova solo davanti al portiere ma prova un pallonetto troppo ambizioso: la tecnica da difensore viene fuori.
Il tecnico giallorosso decide allora di preservare i titolari in vista di lunedì e toglie anche Pellegrini, facendo esordire il giovane Della Rocca della Primavera.
La Roma affronta così l’ultimo quarto d’ora in dieci con un attacco formato da un primavera e un terzino, ma visto il modesto valore degli avversari prova comunque a spingersi in avanti.
All’80’ arriva il meritato pareggio: cross dalla trequarti di Pisilli, deviazione di un difensore e sul secondo palo compare Ziolkowski che, in versione “Pruzzo”, si tuffa di testa e batte imparabilmente il portiere. È 1-1 e ottavi di finale centrati.
Contrariamente alle attese, la Roma non si chiude subito. Per altri 7-8 minuti continua a spingere e all’83’ un gran tiro di Ghilardi meriterebbe miglior fortuna.
All’86’ entra Angelino per Tsimikas: Wesley si sposta a sinistra, Rensch arretra a destra e Angelino con Della Rocca restano più alti a correre e pressare.
All’89’ un tiro da fuori area termina alto sopra la traversa di Gollini, poi la Roma difende con ordine nei quattro minuti di recupero.
Al 94’ arriva il fischio finale: secondo pareggio consecutivo, ma soprattutto il punto che vale l’ottavo posto e la qualificazione diretta agli ottavi di finale.
Ancora una volta la Roma ha dimostrato di avere attributi notevoli. Le premesse per fallire c’erano tutte: tantissimi assenti, un solo attaccante di ruolo, l’inferiorità numerica dopo appena 15 minuti.
E invece la squadra concede pochissimo, subisce un gol quasi suicida e, con appena tre titolari in campo nel finale, trova un pareggio tanto meritato quanto insperato.
Ottime le prove di Ziolkowski e di Ghilardi, nonostante l’errore sul gol subito. Centrocampo di grande livello e Pellegrini, finché è rimasto in campo, ha tenuto la squadra alta. Senza l’ingenuità di Mancini, probabilmente la Roma avrebbe vinto agevolmente contro un Panathinaikos apparso davvero modesto.
Una grandissima prova di carattere e mentalità, figlia del lavoro di un grande allenatore. Saltare il turno aggiuntivo permetterà alla Roma di giocare a febbraio una sola partita a settimana, evitando l’impegno europeo a ridosso dello scontro diretto di campionato contro la Juventus, che invece dovrà affrontare i play-off di Champions.
Il mercato è agli sgoccioli e questa squadra meriterebbe uno sforzo ulteriore, soprattutto per rinforzare la corsia sinistra, visti impegni, infortuni e richieste del mister.
Ora testa al recupero: lunedì a Udine servirà tornare alla vittoria dopo due pareggi consecutivi.
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