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“Da “5 stelle” a “5 stelle cadenti” – Soprattutto a Roma ha vinto la “signora astensione” – Partite – Il segreto dei 10 milioni spariti dal Viminale

Fatti e misfatti di maggio 2013

“Da “5 stelle” a “5 stelle cadenti”

“Il “Movimento 5 stelle” – hanno decretato le urne – ha dimezzato ovunque, dove più dove meno, i voti che aveva ottenuto, appena tre mesi fa, nelle elezioni politiche”.

L’urlatore Beppe Grillo deve avere perso tutta la sua voce perché non è riuscito a bisbigliare neppure un doloroso “requiescat”. E il destino cinico e baro ha voluto che la disfatta “5 stelle” sia avvenuta proprio a poche ore dal comandamento del capogruppo al Senato, Vito Crimi, secondo il quale ai cittadini (quelli “grillini”) è severamente vietato, anche, occuparsi delle strategie del “Movimento”. I “cittadini grillini”, insomma, zitti e a cuccia come al solito. Perché, poi, ci pensano loro – Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio attraverso i fidi araldi Vito Crimi e Roberta Lombardi – ad occuparsi delle strategie per far cadere le “5 stelle” dal firmamento politico. Dove, evidentemente, erano andate a posizionarsi come semplici meteore.

Soprattutto a Roma ha vinto la “signora astensione”

“A Roma – è stato il conteggio dei voti – non si è recato, alle urne di queste amministrative, addirittura il 47,2% degli “aventi diritto””.

Gli “aventi diritto” romani, dunque, è come se, in pratica, avessero quasi eletto sindaco, al primo scrutinio, la “signora astensione”. Ma la “signora astensione” non è una persona fisica, non è un soggetto con diritti e doveri, non appartiene ad alcun partito convalidato. E, dunque, niente Campidoglio. Dove farà invece il suo ingresso, dopo il responso del ballottaggio che avverrà fra quindici giorni, chi sarà riuscito ad ottenere la maggioranza semplice tra i due più votati al primo scrutinio. Ma un ingresso quasi di straforo, raso muro, magari nottetempo. L’ingresso, insomma, non certo da barone rampante, ma da visconte dimezzato, poco ci manca da cavaliere inesistente. Per mutuare da Italo Calvino, ma per constatare, soprattutto, come la politica sia drammaticamente scesa nella considerazione e nell’affidamento degli italiani. “Ad maiora”. Almeno si spera.

Partite

“La partita – ha commentato il sindaco Pdl uscente di Roma, Gianni Alemanno, dopo avere constatato il suo distacco dal candidato pd Ignazio Marino – è ancora aperta”.

Che la partita fosse ancora aperta lo aveva detto anche, dopo il primo tempo del “derby” di “Coppa Italia”, l’allenatore della “Roma” e però, alla fine, la “Roma” ha perso 1 a 0. Ma il sindaco Pdl uscente del Comune di Roma, evidentemente, è sicuro di essere più bravo e più fortunato dell’allenatore della calcistica “Associazione sportiva Roma”. Meglio per lui

Il segreto dei 10 milioni spariti dal Viminale

“L’ex vicecapo dei Servizi segreti, prefetto Francesco La Motta – secondo indagini tuttora in corso – avrebbe contattato, con cadenza settimanale, “brokers” della camorra e avrebbe fatto sparire, dalle casse del Viminale, qualcosa come dieci milioni di euro che, dopo essere transitati attraverso la Svizzera, non si è ancora riusciti ad individuare dove siano andati a finire”.

Il prefetto Francesco La Motta, per ora, è stato iscritto nel registro degli indagati, dal pubblico ministero Paolo Ielo, per peculato e corruzione. L’augurio, però, è che parli e che non si trinceri, da ex vicecapo dei Servizi segreti, dietro al segreto di Stato.

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