

Dalle zone residenziali fino agli insediamenti più periferici, gli "occhi elettronici" sono diventati il perno della strategia municipale per restituire decoro e legalità al territorio
Il IX Municipio stringe le maglie della sicurezza. Quello che era nato come un piano sperimentale nel marzo 2024 è oggi una realtà consolidata che abbraccia quasi l’intero quadrante: la rete di videosorveglianza urbana ha infatti raggiunto la copertura dell’80% dei quartieri.
Dalle zone residenziali dell’Eur fino agli insediamenti più periferici, gli “occhi elettronici” sono diventati il perno della strategia municipale per restituire decoro e legalità al territorio.
L’accelerazione impressa tra il dicembre 2025 e i primi mesi del 2026 ha portato all’attivazione di quasi sessanta impianti operativi. La lista delle zone monitorate si allunga settimana dopo settimana: Fonte Laurentina, Vigna Murata, Trigoria, Giuliano-Dalmata e Mezzocammino sono già sotto controllo.
Nuovi presidi sono in fase di installazione in punti nevralgici come via Comisso e via Amsterdam, mentre un’attenzione particolare è rivolta alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo, simbolo dell’Eur.
L’amministrazione ha tarato il posizionamento delle telecamere seguendo la mappa delle criticità segnalate dai cittadini. Gli obiettivi sono chiari:
Contro i furti: Nei quartieri di Decima, Torrino e Fonte Ostiense, dove si è registrata un’escalation di auto “smontate” e razziate nella notte.
Contro il degrado: Monitoraggio degli sversamenti illeciti di rifiuti e degli atti vandalici.
Focus sulle aree critiche: Riflettori accesi sui parcheggi dell’Ifo Regina Elena a Mostacciano (dove arriverà un nuovo parcheggio da 300 posti con 12 telecamere dedicate) e sull’area dell’ex Città del Rugby a Spinaceto, ferita aperta del quartiere da anni vittima di abbandono.
La vera novità del piano è però il passaggio di gestione avvenuto lo scorso 7 maggio. Il coordinamento delle immagini è passato ufficialmente al Dipartimento Cybersecurity di Roma Capitale.
Sotto la guida di Nicla Ivana Diomede, il sistema si prepara a fare un salto di qualità: non più semplici registrazioni, ma lo sviluppo di sistemi di analisi intelligente delle immagini.
Questo permetterà una risposta più rapida alle emergenze e una capacità predittiva nel monitoraggio dei fenomeni di microcriminalità e occupazioni abusive.
“Questo è solo un primo passo concreto” ha sottolineato il vicepresidente del IX Municipio, Augusto Gregori. “La nostra priorità è coprire progressivamente ogni angolo del territorio, trasformando la tecnologia in uno scudo per la tutela degli spazi pubblici e della sicurezza dei residenti”.
Con l’arrivo imminente di nuovi dispositivi anche a Piazza Cina, il IX Municipio si candida a diventare uno dei quadranti più tecnologicamente avanzati di Roma nella gestione della sicurezza urbana, cercando di invertire la rotta in zone che per anni hanno sofferto la piaga dei piccoli reati predatori.
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