Dal rugby si torna al calcio: il Flaminio alla Figc

L’impianto sportivo è stato assegnato dalla giunta capitolina
Giulia Felici - 28 Febbraio 2014

stadio flaminioLo Stadio Flaminio si rianima con il calcio. Nel pomeriggio di mercoledì 26 febbraio scorso, la giunta capitolina ha proceduto all’assegnazione dell’impianto sportivo dello Stadio Flaminio alla Federazione Italiana Giuoco Calcio.
L’opera dell’architetto Nervi, utilizzata per anni dalla Nazionale italiana di Rugby e dalla Rugby Roma, sarà gestita dalla Federcalcio per un anno, con la concreta possibilità di rinnovare l’accordo anche per gli anni successivi. Per l’interesse, la serietà e la garanzia manifestati dall’interlocutore in più occasioni, l’Amministrazione Capitolina non ha dubbi che si tratti di un atto preliminare per una futura assegnazione definitiva.

La decisione della Giunta, infatti, si basa sul forte interesse di “dare avvio ad un percorso virtuoso di valorizzazione e di recupero di un’opera che tanto ha rappresentato per la Città di Roma e tanto ancora rappresenterà per lo sport nazionale e locale” dichiara in una nota l’assessore alla Qualità della vita, sport e benessere di Roma Capitale Luca Pancalli.

“Inoltre – continua Pancalli – si tratta di una operazione che sgrava le casse del Campidoglio di almeno 800 mila euro all’anno per sostenere oneri manutentivi dell’impianto, che da più di un anno e mezzo l’Amministrazione avrebbe dovuto affrontare”.

Chiuso e abbandonato dal 2012, lo stadio Flaminio sarà la creazione e rivelazione della Figc già impegnata in programmi di abilitazione e ristrutturazione per ospitare le nazionali giovanili. Obiettivo primo: rendere lo stadio una base solida per il calcio italiano e ridare alla città di Roma un’opportunità di crescita e orgoglio. L’operazione quindi trova tutti d’accordo, un gioco dove non perde nessuno.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti