

Fatti e misfatti di giugno 2013
D’Alema e Craxi
“Craxi – ha riconosciuto, in un suo intervento durante la presentazione di un libro, il pd Massimo D’Alema – modernizzò la politica. Lo scontro con lui fu una sconfitta per la sinistra”.
Peccato che Craxi il modernizzatore, ad un certo punto, sia stato prima ucciso politicamente a Roma e poi, come conseguenza, fisicamente ad Hammamet. E il pd Massimo D’Alema sa benissimo anche da chi. Onore comunque a lui il quale ha il coraggio e l’onestà di anteporre, seppure ancora timidamente, la storia e la verità a certe distorsioni vergognose ed ad una certa cinicamente congegnata “damnatio memoriae”.
Olio di ricino marca “5 stelle”
“A quelli – se n’è uscita in aula, alla Camera, la “5 stelle” Laura Castelli – io darei l’olio di ricino”.
Ma a quelli chi? I cronisti delle agenzie di stampa avevano capito ai giornalisti. Lei però si è risentita e ha precisato che l’olio di ricino lo darebbe ad attori – ma non si è capito, questa volta, quali attori – negli scontri per la “Tav” in Val di Susa. Sia come sia, nelle idee e nelle precisazioni confuse della “5 stelle” Laura Castelli, un fatto resta comunque chiaro: lei darebbe a qualcuno l’olio di ricino. Come le squadracce fasciste di Mussolini. E poi c’è il suo dittatore Beppe Grillo che dà del duce agli altri.
Giudici e cartomanti
“La dottoressa Claudia De Luca – si è scoperto – ha telefonato 65 volte, in brevissimo tempo, alla sua cartomante di fiducia”.
Per chiedere aiuto nel redigere le diagnosi dei suoi pazienti? No, perché la dottoressa Claudia De Luca non è un medico. La dottoressa Claudia De Luca è un magistrato e , tutto al più, potrebbe avere chiesto aiuto, alla sua cartomante di fiducia, nel redigere le requisitorie nei confronti dei suoi imputati. Ma la notizia non è ancora questa. La notizia vera e stupefacente è che la dottoressa Claudia De Luca quelle numerose telefonate, alla sua cartomante di fiducia, le ha fatte utilizzando il cellulare di servizio. Non a spese sue, cioè, ma a spese dei contribuenti. Ora dovrà perciò risponderne, anche se a tranquilla distanza di dieci anni dai fatti, a quel Consiglio superiore della magistratura il quale dovrà decidere i provvedimenti da prendere nei suoi confronti. Ma il Consiglio superiore della magistratura – come noto – è sempre stato molto comprensivo e molto buono con i suoi in qualche modo indisciplinati. Per cui non ci sarebbe da meravigliarsi, se alla dottoressa Claudia De Luca, allora pubblico ministero a Potenza e oggi pubblico ministero a Napoli, il provvedimento fosse quello di una delicata tirata di orecchi. Sempre perché la legge dovrebbe essere uguale per tutti. E più uguale, anzi, proprio per i magistrati.
La suora Rosa
“Se il Pd diventasse come il Pdl – ha risposto, a domanda, la “tutto ex” Rosa Russo Iervolino – allora mi iscriverei alle “Figlie di Maria””.
A domanda ingenua, quindi, risposta forse spiritosa. Comunque, se la “tutto ex” Rosa Russo Iervolino dovesse essere spinta – magari per un altro motivo – ad entrare in convento, sarebbe molto meglio non in uno di quelli delle “Figlie di Maria”, molto presenti ed attive nel sociale, ma in uno di quelli – per dire – delle “Monache Clarisse”, tutta clausura, silenzio e contemplazione. Molto meglio, probabilmente, non per lei. Ma per gli italiani – e presumibilmente anche per il Pd – certamente sì.
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