

Tra via Lanari, via Tobagi e via di Tor Tre Teste
Dall’ex fogna a cielo aperto al profumo di migliaia di fiori. E’ destinata a cambiare così l’area di 5 ettari tra le vie di Tor Tre Teste, via Lanari e via Tobagi che il VII municipio ha concesso in uso per la realizzazione di un progetto, tanto ambizioso da parere utopico, quale quello di promuovere attività occupazionali nel settore floro-vivaistico, per disabili e minori detenuti.
Protagonista del progetto sarà il Caba (Comitato Abbattimento Barriere Architettoniche, che ha sede in viale Togliatti, 981 – Tel. 06.21802089 www.associazionecaba.org). L’Associazione promuoverà la valorizzazione della produzione florovivaistica e delle attività floricole favorendo lo sviluppo lavorativo integrato su un terreno, oggi semi abbandonato, assumendosi l’impegno della sua valorizzazione sul piano ambientale e paesaggistico.
Nel progetto sono previsti spazi destinati all’uso pubblico da parte dei cittadini (parco giochi, un laghetto, un percorso per un comodo passeggio, ed un altro panoramico percorribile con mezzi di locomozione ecocompatibili) e spazi destinati alla produzione ed alla commercializzazione dei prodotti florovivaistici, alla formazione professionale ed all’attività didattica, rivolta alle scuole del territorio.
Ciò avverrà mediante il coinvolgimento di aziende private e con la collaborazione di chiunque voglia inserirsi nell’attuazione dei piani progettuali, sostenendo iniziative culturali e promozionali, attivate da soggetti pubblici e privati, per la valorizzazione della produzione floricola e delle attività correlate e indotte, caratterizzate sia dalla produzione che da un sistema di relazioni fra la coltivazione dei fiori, l’identità del paesaggio, le attività turistico ricettive, le caratteristiche socio-culturali del territorio medesimo.
Il fatto che i promotori e gli esecutori di queste iniziative siano disabili e minori detenuti dovrà superare i pregiudizi di banche e finanziarie, sempre scettiche quando si tratti di portatori di handicap e di giovani abbandonati a se stessi. “Ma – commenta il presidente del Caba Antonio Bilotta – siamo in grado di dimostrare la nostra validità intellettiva, produttiva e lavorativa sotto tutti gli aspetti, anche imprenditoriali. Anche se nel settore floro-vivaistico, nel quale vi è una molteplicità di aziende, non è stato mai pensato all’inserimento di questi ragazzi. Con le tecniche odierne, essi possono svolgere tutte le attività con il massimo rendimento in qualsiasi ciclo di produzione. A tutti coloro che sono scettici daremo una smentita con l’attivazione del progetto”.
Forse non tutti sanno che l’incidenza floro-vivaistica nell’economia italiana è di circa il 56% per numero delle imprese e circa del 21% per quanto riguarda gli addetti, concorre inoltre alla formazione del prodotto interno lordo per circa il 35%.
L’attivazione del progetto Caba prevede, non solo il reperimento di fondi istituzionali, ma anche forme di autofinanziamento con l’intervento di privati, enti e altre associazioni.
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