

Fatti e misfatti di settembre 2013
Decaduti o caduti?
“”Forza Italia” – è stato fatto sapere dalla nuova sede in piazza San Lorenzo in Lucina a Roma – ha indetto una manifestazione per venerdì 4 ottobre, in concomitanza con la riunione della Giunta per le autorizzazioni del Senato chiamata a decidere su Silvio Berlusconi, con questo tema-slogan: “Siamo tutti decaduti”.
“Tutti decaduti”, pur con ogni comprensione non solo umana, oppure “tutti caduti, ma caduti in basso”?

L’aranceto di Silvio
“A Silvio Berlusconi – lo sapevano soltanto in pochi – il suo legale Niccolò Ghedini ha regalato un grande aranceto che è stato impiantato, tra alberi e fiori, nell’immenso parco della villa “La Certosa”.
L’avvocato Niccolò Ghedini sarà un menagramo, un profeta, un provocatore o un sempliciotto? Si capirà, magari, quando si sarà visto quale strada avranno preso e per chi le arance di quell’aranceto.
Matteo e l’ “Alitalia”
“Tra quanti stanno occupandosi delle attuali vicende di “Alitalia” – come si può leggere nei giornali – il parlamentare e responsabile economico del Pd, Matteo Colaninno”.
Beh – potrebbe chiedersi qualcuno – e allora? Allora c’è che Matteo Colaninno è uno degli amministratori delegati di quella “Homniaholding s.p.a.” che, attraverso la quotata società “Immsi”, sta consentendo, a suo padre Roberto, di rivestire il ruolo di presidente e azionista di “Alitalia”. Un Matteo Colaninno, cioè, il quale ha la carica di amministratore delegato di quella cassaforte di famiglia che controlla la società azionista di “Alitalia”. Inquietante. Ma, perlomeno, nessuno venga a sostenere che questo non si configura come un inammissibile conflitto di interessi. O che, così configurandosi, vada in questo caso bene e non ci sia nulla da dire.
I mondiali di calcio del 2022 e gli schiavi dell’emiro
“I lavoratori impiegati nella costruzione degli impianti e delle infrastrutture che dovranno ospitare i Campionati mondiali di calcio nel 2022 in Qatar – ha denunciato, con una inchiesta, il quotidiano britannico “Guardian” – vengono trattati alla stregua di schiavi: dodici ore di lavoro al giorno senza cibo e senza acqua con temperature di 50 gradi, 78 centesimi di retribuzione l’ora, se qualcuno protesta viene violentemente picchiato, dodici a dormire in una stanza senza aria condizionata, quasi tutti gli stranieri con il passaporto e mesi di paga sequestrati per evitare che fuggano”.
Inevitabile che, trattati così, in soli due mesi – dal 4 giugno all’8 agosto – siano già morti 44 di quei lavoratori nepalesi i quali sembra siano i più poveri e i più maltrattati. E c’è già chi ha fatto un drammatico conteggio: quando stadi e infrastrutture saranno completati, i lavoratori-schiavi del Qatar del giovane emiro Tamin bin Hamad Al Thani saranno stati molti di più dei 736 calciatori i quali arriveranno per disputare le varie gare dei Campionati mondiali. Ma la Fifa (Federation Internationale de Football Association) non ha proprio alcunché da dire? O – rifacendosi al suo acronimo – ha proprio una paura fottuta di far inquietare il giovane emiro-schiavista del Qatar? Applausi.
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