

Entro il 31 marzo 2026, tutti gli esercenti dovranno presentare domanda per adeguarsi al nuovo regolamento cittadino. Chi non lo farà, rischia multe e rimozioni coatte
La “tregua” post-pandemica tra baristi e decoro urbano è ufficialmente finita. A Roma si apre una battaglia legale e politica destinata a ridisegnare i confini di piazze e marciapiedi.
Al centro del contendere ci sono le OSP (Occupazioni di Suolo Pubblico) emergenziali: quelle procedure semplificate che, nate per aiutare i ristoratori durante il lockdown, hanno trasformato il volto della Capitale, con dehors che hanno occupato fino al 50% del sito Unesco e il 70% nel resto della città.
Il Governo ha prorogato il regime di favore fino al 2027, ma il Campidoglio tira dritto: per il Comune le regole Covid sono preistoria.
Entro il 31 marzo 2026, tutti gli esercenti dovranno presentare domanda per adeguarsi al nuovo regolamento cittadino. Chi non lo farà, rischia multe e rimozioni coatte.
A guidare la carica dell’opposizione è Stefano Erbaggi (FdI). Il consigliere capitolino ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Gualtieri e all’assessora Monica Lucarelli, sollevando un problema di “gerarchia delle fonti”.
Secondo Erbaggi, Roma non può scavalcare una legge dello Stato che garantisce la proroga fino a giugno 2027.
«Procedere con sanzioni ignorando la proroga statale esporrebbe l’amministrazione a una valanga di ricorsi e a potenziali danni erariali», avverte l’esponente meloniano, chiedendo la sospensione di ogni attività sanzionatoria per chi non presenterà la nuova domanda entro marzo.
Non si fa attendere la risposta della maggioranza. Andrea Alemanni, presidente della commissione Attività Produttive, bolla le tesi del centrodestra come «bugie giuridiche».
Secondo Alemanni, la norma nazionale facilitava solo l’iter burocratico (saltando ad esempio il parere della Soprintendenza), ma non esentava mai dal rispetto del Codice della Strada o dei piani di mobilità.
«La polemica di Fratelli d’Italia rischia solo di arricchire gli avvocati», attacca Alemanni. «Abbiamo già vinto al Tar su casi analoghi. Chi pensa di non presentare la domanda entro il 31 marzo, sperando in un ricorso facile, rischia solo di buttare via i soldi».
Anzi, secondo la maggioranza dem, il nuovo regolamento permetterà in molti casi di occupare persino più spazio di prima, ma in modo ordinato e pianificato.
Il countdown è iniziato. Per il Campidoglio, dal 1° aprile inizierà una nuova era:
Decadenza automatica: Le autorizzazioni “Covid” non saranno più valide per chi non ha richiesto il nuovo permesso.
Sanzioni: Vigili pronti a ispezioni a tappeto per verificare la conformità dei dehors alle nuove planimetrie.
Contenzioso: Si prospetta un aprile caldissimo nelle aule del tribunale amministrativo, con gli esercenti stretti tra le promesse di proroga nazionale e il pugno di ferro municipale.
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ORMAI NON SI CAMMINA PIU’ SUI MARCIAPIEDI, PIENI DI BAR E TAVOLE CALDE RISTORANTI O PSEUDO-PUB CHE OCCUPANO DA PADRONI I MARCIAPIEDI, RIDURRE O TOGLIERE DEL TUTTO , TAVOLINI VASI E ALTRO DI QUESTA BARBARIE DI MOLTI ESERCENTI , ANZI, BOICOTTIAMO CHI CONTINUERA’!! SI AL PROVVEDIMENTO COMUNALE, L’OPERATO DI QUESTA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E’ PIU’ CHE LODEVOLE.